lunedì 8 gennaio 2018

Il picco dell'influenza

Riceviamo dall'Ausl e pubblichiamo

In merito alle dichiarazioni della Uil riportate su vari organi di informazione, relative ai servizi sanitari ravennati e in particolare al picco influenzale, la Direzione dell’Ausl Romagna non può esimersi dal precisare quanto segue.

La rappresentazione fatta dal sindacato appare, nel suo complesso, un po’ semplicistica e strumentale. Molto facile, infatti, puntare il dito su una presunta scarsità di posti letto, di dotazioni organiche e su inefficienze varie, ponendosi sempre al di sopra di tutto e di tutti, per di più nella circostanza di un’emergenza nazionale quale è di fatto in questo periodo il picco influenzale.

La realtà, invece, è un’altra, e cioè che il territorio ravennate è quello con la maggiore dotazione di posti letto rispetto alla popolazione residente e anche quello col tasso di ospedalizzazione più alto. Forse sarebbe il caso, allora, di chiedersi quali siano le cause, e di rafforzare la capacità di presa in carico dei pazienti da parte della medicina del territorio, come stiamo di fatto facendo, attraverso diverse modalità e di concerto con i vari livelli istituzionali.

In primo luogo è in atto, per tutto il periodo delle Festività Natalizie e del picco influenzale, un potenziamento dell’assistenza domiciliare attraverso il servizio di Guardia Medica.

Sul piano più strutturale, sono in corso un ridisegno dei Nuclei di Cure Primarie, una forte spinta sull’implementazione della rete delle Case della Salute, e pertanto sul ruolo essenziale dei medici di Medicina Generale.

Si sta lavorando anche sul fronte dei posti letto temporanei e socio-sanitari, che costituiscono tra l’altro una risposta all’affollamento delle Lungodegenze ospedaliere nei momenti più critici come quello dell’influenza. La programmazione socio-sanitaria ha già portato all’attivazione di 35 nuovi posti letto e di qui a breve partiranno i lavori per una nuova struttura nella quale saranno convenzionati ulteriori 37 posti letto. Sono stati inoltre aumentati da 40 a 51 i posti letto temporanei in apposite strutture contrattualizzatte.

Sul piano più strettamente ospedaliero, si è avviato da tempo ed è tutt’ora in corso il non facile reclutamento dei medici internisti, oltre che delle risorse infermieristiche, per il ripristino e potenziamento della dotazione organica del reparto di Medicina, nonché la predisposizione, a giorni, del cosiddetto reparto polmone, che rappresenta una novità assoluta per Ravenna, e che sarà attivo in tempo utile per intercettare il picco influenzale vero e proprio. Precisiamo poi che non è in atto alcun taglio degli interventi chirurgici ma si è semmai verificata una fisiologica riduzione dell’attività programmata, legata alle Festività Natalizie. E poi, sul tema dei tempi d’attesa per gli interventi chirurgici, la Uil non sa (e sarebbe grave) o fa finta di non sapere (e sarebbe ancora più grave) che l’Ausl Romagna ha la migliore performance sull’intero territorio regionale?

Per quanto riguarda infine le risorse professionali, non sta all’Azienda entrare nelle decisioni personali che hanno portato il primario di Medicina a fare scelte diverse, ma sta all’Azienda individuare, come è stato fatto, una valida, sicura e tempestiva modalità di sostituzione per il tempo strettamente necessario allo svolgimento delle procedure concorsuali finalizzate a dare guida stabile al reparto. E più in generale, sulla “capacità attrattiva” dell’Azienda, è corretto ricordare che nell’ultimo anno, per il solo ambito territoriale di Ravenna, si è proceduto alla nomina di ben 12 primari.

Infine, benvengano le critiche, ma ci riesce più difficile accettare accuse di autoreferenzialità da chi di questo atteggiamento appare maestro.

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