sabato 20 gennaio 2018

Vela bianca atto secondo

Foto e parole
di Paolo Caroli




Cari lettori, eccomi qua in pista, o meglio in pasticceria, alla VELA BIANCA di Punta Marina. 





L'articolo precedente, uscito a dicembre prima delle feste natalizie, "Quando far colazione è una festa", è stato un piccolo omaggio a Manù ed Antonella, dopo un anno di colazioni con la "C" maiuscola. 

Sul vostro giornale l'articolo ha avuto 1.017 contatti. Un numero gratificante, che ho immortalato in un quadrettino di terracotta. 

Un grazie ai lettori-proprietari, da un appassionato della penna, che si diverte così, guardando il mondo. 

Perché atto secondo? Perché in questo caso un piccolo approfondimento "pasticcero" è quasi d'obbligo. 

Perciò mi butto sulle brioches "vegane", che stanno raggruppate in un vassoio al banco con tanto di nome, che vi voglio descrivere nei piccoli dettagli. 

Intanto è la nuova nicchia, non sono molte, ma cresceranno, e si giocheranno la leadership coi "bomboloni caldi", fiore all'occhiello della pasticceria, conosciutissimi dal famelico popolo notturno. 

Ho gustato queste "chiccherie", corpose nella forma e nella sostanza, e mi sono deliziato in "cotanta fragrantia" per la gioia del palato e della mente. Ad occhi chiusi, in religioso silenzio; una cascata che sa di divino. Non è stato difficile entrare in questo ordine di idee, come dire a due ganasce. 

Ho già fatto tante colazioni ad oggi, che diventeranno sempre più innumerevoli.Un vero toccasana di energia per la mia ginnastica in acqua termale calda. 

Stilare poi la classifica della bontà non è stato difficile. Siamo al trenta lode, per capirci. 

Ecco allora la sfoglia ai frutti di bosco, con due finestrelle che debordano dense e rosseggianti di frutti (mirtillo, lampone, fragola), che si offrono generosi al palato, come una placida marea. 

Il fagottino di sfoglia coi cubetti del frutto; quel sapore lievemente acidulo, di lei, la mela, la regina della seduzione, che si insinua tra lingua e palato e sembra dire "mordimi, mordimi, sono tua, finiscimi". 

E ancora la sfoglia all'albicocca, quel sole in bocca col suo profumo avvolgente; il fagottino all'arancio col suo colore pieno di allegria, e infine la sfoglia di crema vegana che sembra lo sciabordio del mare. Allora la saliva ai bordi aumenta; è una lieve cascata d'acqua che prepara la bocca all'assalto finale. 

Ho fatto assaggiare la brioche ai frutti di bosco al nipotino, 3 anni da compiere a fine gennaio. Per "Ale" , giudice in erba, il voto finale è stato: indice della mano destra affondato più volte sulla guancia con tanto di "barosola", tutto sorridente. I bambini piccoli, si sa, non sanno mentire. 

E "dulcis in fundo", non può mancare il cappuccino della creativa Alberta, che come il caffè, ha una bianca montagna di panna lattea, densa accogliente e morbidosa, inaffondabile, su cui spiccano invitanti tre cuori al cioccolato. 

Mi hanno chiesto dopo il primo articolo, che ciò che ho scritto invita all'assaggio.

Ebbene sì, confesso, lo scopo era anche quello, ma soprattutto descrivere e trasmettere le mie sensazioni e condividerle. E' un invito ad esserci, dunque, a trovarci in allegria, per ridere alla vita, e sorridere nel modo più semplice che ci sia, a mordere una sfoglia alla mela, ai frutti di bosco, all'albicocca, all'arancio, alla crema.


Paolo Caroli

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3 commenti:

  1. Grande Paolo!!! Non mi resta che fare colazione alla Vela Bianca, la prossima volta che esco dal lavoro ��

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  2. Che fame mi hai fatto venire! E sono ancora a digiuno stamattina. La prossima volta che vengo dalle vostre parti non posso farmi sfuggire questa pasticceria! :-)

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  3. Grazie Paolo.
    Amare il proprio lavoro non è da tutti.
    Ma io posso dirlo e urlare al Mondo intero :"Amo il mio Lavoro". E sai perche'?Perché non è facile incontrare tutti i giorni persone Speciali come voi. Ancora infinite grazie.
    Alberta❤❤❤.

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