mercoledì 21 febbraio 2018

Col Lilac alla volta della Turchia

Prosegue la mobilità interculutrale del Cpia 

A fine febbraio partirà per Eleksehir in Turchia la delegazione ravennate del Lilac, facente capo al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti - Cpia – Ravenna, la cui sede legale si trova a Lugo in Corso Matteotti 55.

«Il Lilac (acronimo inglese che sta per “Lifelong intercultural learning alliance for change”) è un progetto europeo – precisa il prof. Davide Asioli del Cpia – rientrante nell' ambito delle attività di Erasmusplus.

Esso è nato dalla partnership del Cpia di Ravenna con il Sisam scuola di arti e mosaico, l' Università di Bologna, le associazioni Petit Philosophie di Zara e Sebespolu di Praga e la Sosyal School di Eleksehir in Turchia. Gli obbiettivi principali del progetto sono la riduzione della dispersione scolastica, la cittadinanza europea, lo studio delle arti e la sua realizzazione.

Il Lilac è composto da varie mobilità nei differenti paesi. Il Cpia di Ravenna ha proposto questo progetto per ampliare la sua offerta interculturale, grazie anche le nuove tecnologie».

Va detto che la mobilità turca è stata attentamente preparata dal gruppo Cpia Ravennna- Sisam. Si è deciso di partire un giorno prima affinché si potesse realizzare la visita di Santa Sofia, nell'ottica di poter riscoprire i legami culturali fra Ravenna, Costantinopoli e Kiev (non fosse altro perché una delle studentesse è ucraina).

Per più di mille anni, infatti, la civiltà bizantina ha influenzato lo sviluppo della civiltà europea sia ad Oriente sia ad Occidente. Ma, se molto spesso si riflette sui rapporti bizantini fra Ravenna e Costantinopoli, meno si riflette sui rapporti russo-bizantini. La cristianizzazione della Rus di Kiev è Bisanzio stessa. Il 988 è considerato l’anno del Battesimo della Rus’ di Kiev.

«Inserire sempre di più lo studio di legami interculturali – prosegue Asioli – in aree dove gli studenti stranieri popolano le nostre classi è un must dell'educazione moderna. Da anni, il Miur si batte per una scuola interculturale, contro ogni processo di italianizzazione degli alunni migranti.

Anche all'interno della scuola media uno studio semplificato delle relazioni tra le arti ravennati, bizantine, russe non può fare altro che aprire le menti ai nostri studenti, uno degli scopi di progetti come il Lilac. Il Lilac attraverso la facilitazione di arte e storia aiuta i nostri studenti stranieri e italiani ad ampliare i propri orizzonti a vedere un' Europa in divenire». (giovanni baldini)
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