venerdì 16 febbraio 2018

Dove è la radice del male?

L'uomo sarà sempre determinato dalla convivenza del bene e del male
di Tiziano Conti


Un articolo molto bello e profondo di Piero Ignazi su “La Repubblica” di giovedì 15 febbraio, “Il vantaggio di perdere il perfettismo”, mi offre lo spunto per alcune riflessioni.

Ricordo una frase che mi colpì molto, ai tempi della mia gioventù e che da allora è rimasta impressa nel mio cuore, in modo indelebile: in un certo senso, allora volevamo “Salvare il mondo” e quelle parole mi fecero riflettere che forse non era possibile!

Forse prese dal Concilio, forse di un teologo di frontiera, dicevano: “L’essere umano, nel corso di tutta la sua vita, sarà sempre determinato dalla convivenza del bene e del male nel suo cuore”.

Da ciò ne consegue che non esiste l’uomo senza macchia e senza peccato.

In questi giorni stiamo assistendo proprio a questo scenario.

Il Movimento 5 Stelle si è sempre presentato finora come l’incarnazione della persona perfetta, incontaminata, destinata a purificare ogni cosa al suo passaggio: in particolare l’amministrazione pubblica in ogni suo dettaglio e livello.

I fatti degli ultimi giorni, una volta ancora ci dimostrano che non è così: anche gli uomini e le donne che militano nel Movimento 5 Stelle sono essere umani, con le tensioni verso l’ideale ma anche con le contraddizioni tipiche presenti in ogni persona.

E, tutto sommato, ritengo sia un bene anche per loro, perché li fa stare in mezzo all’agone con le stesse caratteristiche di tutti gli altri: non più angeli scesi a salvare il mondo, ma portatori di una proposta da confrontare nell’agone politico al pari di tutte le altre.

In fondo la stessa cosa sta capitando con le ONG e le Onlus più importanti a livello mondiale: Oxfam, Save the Children, Medici senza Frontiere in questi giorni sono nell’occhio del ciclone per le accuse di molestie e abusi effettuati da alcuni loro esponenti nelle zone in cui sono presenti per portare il loro aiuto.

Di fronte a queste notizie occorre restare sereni: ci saranno sempre e non vanno ad intaccare il prezioso lavoro che queste associazioni svolgono nel mondo.

Più semplicemente possono spingerci a ragionare su quale strada dobbiamo prendere nella nostra vita per avere comportamenti sempre più virtuosi, educativi e pieni di speranza per un mondo migliore.

Sicuramente quando pensiamo al Presidente degli Stati Uniti, dire Obama piuttosto che Trump, significa immaginare scelte politiche molto diverse tra loro.

Ma sappiamo, con altrettanta certezza, che né Obama né Trump saranno mai il giudizio ultimo sulla nostra vita: forse ancora più importante è sapere quali percorsi stiamo costruendo, come sappiamo stimolare il bello che è dentro ogni persona che ci sta vicino.

Ed anche saper perdonare quando il male prevale dentro di noi e dentro la realtà che ci circonda: assolvere noi stessi, che è la cosa più difficile, e aiutare chiunque voglia ricominciare.

Tiziano Conti
 
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