lunedì 12 febbraio 2018

Erano rimaste solo le Primarie e le avete bandite

Entrambi perderete
di Guido Tampieri



Ci sono troppe bocche che parlano
e poche teste che pensano.

V.Hugo


Se, come assicurano, entrambi i partiti della sinistra faranno il pieno di voti sarò contento.

Dimenticherò le zuffe di questi mesi, la tracotanza di Renzi, il livore di D’Alema, quei candidati di plastica in tv che se continuate a dire che sono il meglio del bigoncio poi la gente ci crede davvero e col cavolo che vi dà fiducia.

Mi scorderò anche dell’attaccamento al potere dei vecchi e del finto disinteresse dei nuovi.

Ricorderò solo il gesto di Cuperlo, intrappolato in una terra di nessuno, il suo richiamo alla dignità degli eletti e a quella degli elettori, troppe volte violate.

Da partiti che somigliano sempre più a comitati elettorali.

Da tempo spacciamo il volontariato alle feste dell’Unità per partecipazione alla politica.

Erano rimaste solo le primarie e le avete bandite, l’unica cosa su cui siete d’accordo.

Generali senza truppe annunciano fantomatiche campagne elettorali porta a porta.

Chi ci va?

L’ultima presenza “politica” alla mia porta é stata quella di un prete, per la benedizione pasquale.

Sembrava avere idee chiare sul nostro futuro, se si candida lo voto.

Se tanta gente non sa a che santo votarsi è perché l’offerta lascia a desiderare.

Mettiamo pure che Grasso abbia qualche ragione.

Che una (buona) parte di responsabilità per la scissione nel PD gravi sul suo segretario.

Che la convivenza in partiti del capo che non gradiscono opinioni diverse sia difficile.

Che non tutte le scelte di governo di Renzi siano state buone.

Facciamo anche finta che tra le ragioni della separazione non ci siano questioni personali, che il sacro (l’interesse del Paese) non sia mischiato col profano (il ruolo, il protagonismo, il comando).

Stabiliamo che chi resta e chi va hanno la medesima dignità politica.

Che se sconfitta alle elezioni sarà, avrà almeno due padri.

E che tutto questo agitarsi, queste chiacchiere, le mie per prime, non saranno servite a niente.

Resta un problema: cosa deve fare un elettore critico nei confronti di entrambi i duellanti che voglia tuttavia portare il suo contributo alla ricostruzione di uno schieramento progressista?

Prodi l’ha detto, con quelle parole in favore dell’unità del centro sinistra che Bersani non ha gradito.

Senza motivo: e LeU che si é chiamato fuori.

Alla vigilia di queste elezioni si é spezzato definitivamente il filo progettuale che ha unito, con alterne fortune, le forze riformiste del nostro Paese nell’ultimo quarto di secolo.


Al suo posto altro non c’è.
Tra tanti turbamenti fasulli dell’una e dell’altra sponda é questo vuoto che dovrebbe interrogare la coscienza dei protagonisti.

E stimolarne l’intelligenza, per restituire alla sinistra tutta il significato della sua esistenza e un asse strategico lungo il quale ritrovare le energie civili e culturali per riaccreditarsi come forza indispensabile alla rinascita dell’Italia.


Oggi si scontrano due leadership in crisi.

Renzi ha perso buona parte del credito che il Paese gli aveva concesso sulla parola (lo sta facendo anche con Di Maio).

É una sentenza ad personam, punisce lui, non Gentiloni.

Per ciò che ha fatto e per quello che non è riuscito a fare.

Per gli atteggiamenti non meno che per le azioni.

Il bilancio del Governo é migliore di quel che si dice e quanto al disagio percepito, quello per cui i migranti sono pochi ma sembrano tanti, i reati sono in calo ma ci sentiamo più minacciati e la disoccupazione cala ma però, ve lo raccomando.

Provate a entrare in ascensore sbuffando per il caldo e al quinto piano saranno tutti svestiti.

Sempre, quando la destra é all’opposizione, alimentato dalle televisioni di Berlusconi, l’indice di insicurezza sale.

Se poi ci metti la propaganda dei grillini e della “vera” sinistra, il quadro è completo.

Per un Paese dove tutti lamentavano l’assenza di opposizione non c’è male.

Come che sia, tra difetti, errori e deformazioni interessate, questo é quello che accade: il disegno originario di Renzi é definitivamente tramontato e prima se ne prende atto cominciando a tessere, a più mani, un ordito nuovo, meglio é per tutti.

Nemmeno gli estimatori di Renzi possono essere soddisfatti di come vanno le cose.

Dopo il 40% delle europee, con negli occhi ancora quel palco di Bologna su cui quattro prescelti dibiancovestiti promettevano di cambiare l’Europa ( nessuno di loro guida oggi un governo), e nelle orecchie la pretenziosa promessa di conquistare l’Italia da soli, il New deal non può essere un PD al 25% che, al più, ma non ci sono i numeri neanche per quello, fa un accordo con Berlusconi.

Non a questo siamo nati.

Dall’altro lato della barricata LeU ha un progetto per sé, forse, ma non per il centrosinistra.

Gli scissionisti hanno concorso a fiaccare il PD e non solo Renzi con un martellamento ai fianchi degno di Rocky Marciano.

Fingere che non sia così, fischiettando l’innocente motivetto che pescano in un altro stagno, é sminuire il proprio impegno, che é intenso, dedito, degno di miglior causa.

Meglio avrebbero fatto a portare avanti quando lo potevano il rinnovamento su cui si reggeva l’idea fondativa del PD.

É stata la loro miopia, prima ancora che Renzi, a perderli.

E ancora dopo la separazione un altro modo di esistere era possibile.

Non è vero che la sinistra delusa cui si rivolge LeU non avrebbe capito un voto per Gori.

Noi delusi siamo più intelligenti di così.

Se distoglieste per un attimo lo sguardo da voi stessi per volgerlo al popolo progressista che vota LeU, il PD, oppure Emma Bonino, Santagata o perfino la Lorenzin, che non é un nemico, non più, come Casini, vi rendereste conto che la strada della contrapposizione é sbagliata.

Il vero nemico é di là dal ponte.

Dite che c’è gente che non voterebbe mai Renzi, e avete ragione, anche Prodi, credo, fatica a farlo, ed io con lui, ma vi siete mai chiesti quanta brava gente c’è che non voterebbe mai voi?

Può essere questa, di fermarsi a registrare i guasti, chiunque li abbia prodotti, la logica per costruire, come tutti vogliamo, un mondo migliore?

Ciascuno stia pure nella casa che si è scelto.

Ma bisogna porre termine a questo stupido conflitto nel quale il riscatto degli uni sembra passare per la sconfitta degli altri.

Col risultato che perderete entrambi.

E noi con voi.


Guido Tampieri

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