mercoledì 28 febbraio 2018

Il gioco non può diventare un azzardo per i cittadini e la rovina di intere famiglie

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo 

Il confronto con le ludopatie è stato uno degli argomenti che hanno contraddistinto il mio impegno politico di questi ultimi anni. E’ un argomento che mi sta veramente a cuore sul quale ho presentato varie interpellanze che purtroppo sono state spesso come “urla nel vuoto”.

Nonostante ciò non ho mai mollato la presa. 
Ho scelto con entusiasmo di fare questa nuova esperienza elettorale con la lista che fa riferimento al ministro della salute Beatrice Lorenzin anche perché, tra tanti che in passato abbiano proclamato che avrebbero affrontato la questione ponendo un argine definitivo a questa piaga sociale, lei è stata l’unica che si è letteralmente rimboccata le maniche ed ha affrontato finalmente in modo serio ed efficace la situazione lasciando agli altri le parole.

Il gioco d’azzardo, si sa, è una grossa fonte di introiti per lo Stato e questo è il motivo per cui prima dell’avvento al Ministero di Beatrice Lorenzin il problema veniva sottaciuto e spesso anche negato non diffondendo le impressionanti statistiche di aumento dei casi di patologie legate al gioco.

Lorenzin ha subito puntato sulla riduzione dell’offerta di gioco con indicazioni precise e tranchant sulle regole da applicare per tutelare al massimo gli italiani dal rischio sempre più pericoloso del gioco d'azzardo patologico. Tessera sanitaria obbligatoria per accedere alle macchinette o agli altri mezzi, vincita massima di 100 euro, nessuna puntata con le banconote, giocata massima di 50 cent e precisa durata del tempo di giocata su parametri obbligatori.

Questa la sua battaglia al ministero.
Incredibilmente questa importante ed encomiabile azione del ministro ha trovato non pochi ostacoli in Parlamento nonostante tramite l’Osservatorio Salute abbia dimostrato essere una vera piaga sociale con risvolti sanitari economicamente rilevanti e ricadute sulle famiglie pressoché sempre devastanti.

Il ministro aveva ben chiaro che una morsa sul gioco d’azzardo controllato avrebbe tuttavia spostato l’interesse dei giocatori su tipi di gioco illegali o borderline col rischio evidente di un aumento della capillarità criminale anche in zone che prima non l’avevano conosciuta ed in cui non esistevano quindi “gli anticorpi” per simili situazioni esponendo al pericolo intere comunità.

Per questo motivo a Beatrice Lorenzin va dato atto di avere spinto affinché prima di ogni altra cosa si facesse quadrato tra tutte le istituzioni preposte per rendere efficace la lotta all'illegalità.

In questa ottica ho rinnovato la mia richiesta al Presidente della Provincia affinché vengano rinforzati i Sert, vale a dire i servizi dipendenze patologiche dell’Asl potenziando al loro interno la presenza di personale medico e paramedico con specifici programmi di formazione per affrontare al meglio queste dipendenze dal gioco che solo da tempi relativamente recenti hanno assunto il rango di vera e propria patologia.

Al Presidente ho contemporaneamente chiesto di usare il proprio ruolo per intervenire presso il Direttore generale della stessa Asl affinché vengano finanziate prioritarie azioni incisive di educazione, di prevenzione e di cura di questa maledetta  ludopatia.

L’unico azzardo che Gianfranco Spadoni concepisce e su cui vuole assolutamente puntare per vincere, è e sarà sempre la salute dei suoi concittadini  e con essa il benessere delle loro famiglie. 

Gianfranco Spadoni
candidato alla camera “Civica Popolare” Lorenzin
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