venerdì 9 febbraio 2018

La consegna dei contributi raccolti In Chiave Cristiana

Nel Salone Estense di Lugo


L’associazione dona il ricavato del concerto dedicato a Cristiana Ferretti
a “Non ho paura del buio” e agli istituti Sacro Cuore e Figlie di San Francesco di Sales



Domani, sabato 10 febbraio alle 17, nel Salone estense della Rocca di Lugo, l’associazione di volontariato “In chiave Cristiana” consegnerà i contributi raccolti durante il concerto “Buena Amistad - Un amico è un dono che fai a te stesso”, svolto l’8 gennaio al Teatro Rossini e dedicato a Cristiana Ferretti, scomparsa nel 2012.

In questa edizione dell’evento gli organizzatori hanno scelto di donare quanto raccolto in parte all’associazione “Non ho paura del buio” e in parte agli istituti religiosi di Lugo frequentati da Cristiana Ferretti. “Non ho paura del buio” è nata dall’esperienza dell’atleta paraolimpico Loris Cappanna, ospite dell’ultima edizione del concerto. L’associazione utilizzerà il contributo per lo svolgimento di attività idonee a integrare nella società persone disabili. Tra gli istituti religiosi che beneficeranno del contributo ci sono l’Istituto delle Figlie di San Francesco Sales per il sostegno di scuole in Africa e l’Istituto tecnico Sacro Cuore per l’aiuto a famiglie in difficoltà e permettere ai ragazzi di completare i loro studi.

L’associazione di volontariato “In chiave Cristiana” nasce da un gruppo di amici di Cristiana Ferretti e organizza dal 2013 eventi per ricordarla. Grazie a quanto raccolto in questi appuntamenti sono state sostenuti diversi progetti, come l’adozione a distanza di cinque bambini attraverso la fondazione Avsi presso il centro educativo Sao Charbel a Petropolis in Brasile. Inoltre, di anno in anno sono state scelte attività del territorio, come l’associazione San Vincenzo per le famiglie in difficoltà, Casa Novella, il Comitato lughese bambini di Chernobyl per l’accoglienza di bambini e giovani in difficoltà e l’hospice “Benedetta Corelli Grappadelli” per la realizzazione di una nuova sala per i famigliari dei pazienti.
Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento