lunedì 12 febbraio 2018

La rivoluzione del Festival

Numero 68

Tra il miliardo di parole dette e scritte nessuno ha giocato sui numeri, forse perchè eccessivo. Il '68 è stato un anno importante, l'edizione numero 68 del Festival è stata importante.

Un accostamento davvero eccessivo, anche se il festival di San Remo è parte di peso del nostro Paese, soprattutto perchè ci unisce!

Ma anche lo stesso Baglioni ieri sera ha ricordato l'edizione del 1968 del Festival dicendo di essersi in parte ispirato a quella edizione.

Un Fesival quella di quest'anno che oltre che "bella", non si è chiusa nel romanticismo dei sentimenti, le classiche serenate, ma si è aperto al Paese, al sociale, al suo reale, ai suoi problemi, primo fra tutti il monologo con le lacrime agli occhi di un grande Pierfrancesco Favino.  

Lo stato sociale, la ragione sociale del Festival non è solo la musica, è l'Italia.  


Stiamo tutti bene, Stiamo tutti bene 


Ciao, mi chiamo Mario e ho sette anni

Ma oggi è un giorno felice che qui è arrivato un pallone e finalmente potrò diventare forte e fare il calciatore   ........


Mario vieni qua, prendiamo tutto quel che abbiamo e raggiungiamo papà" ........

E quelli lì davanti son capaci di sbagliare rotta, cChe poi a chiamarla barca ci vuole un bel coraggio

Ma se soltanto sposto anche di un centimetro il piede, questo davanti si sveglia ed inizia a dire che ha sete, Io pure ho sete, fame, sonno, mi fa male la schiena .........


E poi c'è questo di fianco che ha chiuso gli occhi e non li apre più, è da due giorni che dorme, che pare non respiri

Tre giorni fa ne hanno buttati una ventina in mare, mamma dice che volevano nuotare ("La vita è bella" di Benigni?)

E' il sesto giorno e adesso dorme pure mamma, e questa barca adesso puzza di benzina e di morte e mamma ha detto di non farci caso e di essere forte, di fare il bravo bambino e star seduto qua, che mamma adesso s'addormenta e raggiunge papà, però piangeva e si sforzava di sorridere, forse era proprio tanto stanca pure lei

Mi guardo intorno e neanche a dirlo vedo sempre e solo onde, dopo onde e ancora onde e allora onde evitate di addormentarmi, come gli altri ed essere buttato in mare, mi unisco al coro della barca e inizio a piangere e a gridare, non ho forza chiudo gli occhi e non so neanche nuotare.


Incontestabile anche da Salvini


Stiamo tutti bene

In Francia c’è un concerto, la gente si diverte, qualcuno canta forte, qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male, il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra, ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra....

Non mi avete fatto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente.....tutto va oltre le vostre inutili guerre. C’è chi si fa la croce e chi prega sui tappeti, le chiese e le moschee, l’Imàm e tutti i preti, ingressi separati della stessa casa, miliardi di persone che sperano in qualcosa, b
raccia senza mani, facce senza nomi, scambiamoci la pelle in fondo siamo umani perché la nostra vita non è un punto di vista e non esiste bomba pacifista.

Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre....

Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino Il mondo si rialza col sorriso di un bambino

Arrigo Antonellini

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