martedì 20 febbraio 2018

#PattoXNatalità

Riceviamo e pubblichiamo 

Gian Paolo Babini, candidato nel Collegio Uninominale per il Senato, ha aderito con grande entusiasmo al patto per la natalità (#PattoXNatalità) proposto dal Forum delle Associazioni Familiari a tutti i candidati della prossima tornata elettorale.


Al pari di Babini, anche gli altri candidati ravennati del PdF hanno aderito a tale patto che prevede 
l'impegno a condividere il principio secondo cui i figli sono un bene comune, nonché a sostenere politiche familiari e di natalità che vadano oltre le politiche assistenziali e riguardino tutti gli aspetti della famiglia: lavoro (soprattutto giovani), casa, politiche di conciliazione lavoro- famiglia, asili, fisco, tariffe, etc.

Il calo della nascite è, infatti, una delle più grandi emergenze del nostro tempo e, come sostengono 
anche i promotori del patto per la natalità, non si può costruire un futuro comune dal punto di vista dell’economia, del debito pubblico, della spesa pensionistica, dello stato sociale, se non si affronta prima quel grande problema centrale per cui gli italiani non fanno più figli.

I dati Istat raccontano il 2017 come l'anno di un ulteriore record negativo per la natalità italiana, che viene battuto per il terzo anno consecutivo. Le nascite sono state appena 464.000, dopo le 474.000 del 2016 e le 486.000 del 2015.


Numeri tragici, costantemente sotto il mezzo milione di nati vivi, dei quali circa 70.000 sono 
stranieri: dunque, nel nostro Paese, nascono ormai meno di 400.000 italiani l'anno.

Anche il tasso di mortalità è preoccupante. Dopo la brusca impennata del 2015, quando i morti furono 648.000, c'è stata una lieve frenata nel 2016 con 608.000 morti, ma nel 2017 siamo tornati a 647.000 decessi. Ne consegue che c'è un enorme saldo negativo della popolazione, destinato a proseguire con prevedibili effetti devastanti nel tessuto sociale e nell'economia.

Ebbene, in questo contesto, il Popolo della Famiglia – tra le altre cose - mette al centro del suo 
programma elettorale una piccola rivoluzione del sistema previdenziale, con l’introduzione di un assegno di maternità di 1.000 euro al mese per le donne che liberamente scelgono di rimanere a casa per accudire i propri figli, unitamente ad una riforma fiscale che riduca le tasse della famiglia in base al numero dei figli, con totale esenzione dal terzo figlio in avanti. 

Inoltre, per favorire le giovani coppie che siano prive delle garanzie richieste dalle banche per la concessione di un mutuo, il Popolo della Famiglia propone la costituzione di un fondo statale che, per i primi tre anni, si faccia loro garante per l'acquisto dell'abitazione.

Gian Paolo Babini - Popolo della Famiglia di Lugo di Romagna
E-mail: popolodellafamiglialugo@gmail.com

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