sabato 17 febbraio 2018

Problema di sicurezza ed incapacità degli amministratori di governarla

Riceviamo da Per la Buona Politica e pubblichiamo 

Osservando la situazione generale del Paese non si può non constatare che da qualche anno a questa parte la situazione è degenerata drasticamente a causa della totale assenza di controllo e contrasto effettivo della criminalità urbana.

I rimedi predisposti, spesso inadeguati alla risposta necessaria, hanno determinato un eccessivo incremento dei reati predatori più gravi perché, lo si voglia o no, il nostro sistema penale consente a svariate categorie di delinquenti di agire più o meno impunemente.

Ci si riferisce al sistema legislativo attuale che purtroppo non riesce a garantire un reale effetto rieducativo e restitutivo, come prevede il nostro ordinamento, oltre che, in primo luogo, a garantire certezza della pena.

In Italia ci si è specializzati nel cercare soluzioni quando oramai è troppo tardi. Purtroppo troppo spesso le soluzioni già fornite dal sistema penale non vengono adottate per motivi che esulano dal merito delle questioni ma afferiscono soltanto alla "convenienza" della loro adozione, ad esempio si dice spesso sia difficile comminare ed eseguire provvedimenti di espulsione. Sappiamo tutti che così non è ma si tratta solo di "economicità del provvedimento".

E’ un dato di fatto che nelle nostre città girino molti delinquenti (regolari e irregolari) a cui il nostro ordinamento stenta a porvi rimedio, oltre che un minimo di educazione sulle più basilari regole del vivere civile della nostra società (si parla di delinquenti italiani e stranieri indistintamente)
Il disagio maggiore lo si avverte nelle grandi metropoli e relative periferie, dove il degrado regna sovrano e l’ordine è fuori controllo. Lo è di certo a Macerata, Roma, Torino, Brescia ma anche Bologna, Parma, Rimini ove la situazione è quasi drammatica.

Gente che bivacca e fa i propri bisogni nei giardini pubblici, lungo le strade del centro storico, nelle aiuole.  Spacciatori ad ogni angolo di strada e branchi di malintenzionati che girano sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto per approfittare del momento più propizio per commettere furti, scippi, o vere e proprie aggressioni a ragazze indifese.

Nei territori della Bassa Romagna gli episodi di grave criminalità di strada sono andati sempre più intensificandosi, tanto che, per citare i più noti possono essere così elencati (soltanto nel 2017): un direttore d'ufficio postale è stato brutalmente aggredito da delinquenti a mano armata, di prima mattina; un'anziana signora ancora in forze è stata uccisa per scipparle la catenina di pochi euro dal collo mentre la stessa, in pieno giorno, passeggiava con la badante lungo la via dell'ospedale di Lugo, a pochi metri da casa; Diverse le donne e gli anziani aggrediti a scopo di scippo, anche con l'utilizzo di auto in movimento nelle strade di Voltana, Giovecca, Lugo centro e tutti gli altri nove comuni; Aggressione in pieno giorno di una coppia di anziani di ritorno dalla messa domenicale, a Barbiano; Scippi nei parcheggi dei supermercati; Rapine a viso coperto e mano armata a tabaccherie e gelaterie del centro, rispettivamente a San Patrizio e Bagnacavallo; Auto rubate da dentro i garage; Aggressioni in abitazione a Sant'Agata, Alfonsine e Conselice; Spaccio di droga agli angoli delle strade, che ha causato anche la tragica morte di un diciannovenne, abbandonato in un’auto parcheggiata nella periferia di Lugo. E questi sono solo una piccola parte di quanto tristemente accaduto nell’appena trascorso 2017. 

Per non parlare delle infiltrazioni mafiose di cui si è recentemente discusso sulla stampa locale, che ha indicato la provincia di Ravenna come al secondo posto per tale fenomeno in regione. Oppure quanto dichiarato dal procuratore generale della Corte d'Appello di Bologna, Ignazio De Francisci, in merito al più mite trattamento italiano rispetto a quanto previsto dagli Stati esteri, riservato ai delinquenti, definendo il nostro Paese come "paradiso penale per i latitanti stranieri”.

Quest’ultima affermazione del magistrato era ricollegata ad un altro violento e gravissimo episodio che ha coinvolto la nostra regione, nello specifico la nostra provincia unitamente a quelle di Bologna e Ferrara, con veri e propri posti di blocco e assedi delle forze armate nelle strade di Molinella, Conselice, Argenta e Voltana: l’assassinio del barista di Budrio da parte del criminale serbo, Norbert Feher (meglio noto come “Igor il russo”), irregolare con precedenti penali, noto alle forze dell’ordine, già latitante per altri reati, che ha seminato panico nelle nostre città per settimane e mesi, uccidendo a sangue freddo anche una guardia ittica volontaria durante un normalissimo servizio di controllo nel mezzano, e ferendo gravemente con due colpi d’arma da fuoco l’agente della polizia provinciale in servizio con la vittima Valerio Verri.  

Il quadro è a dir poco agghiacciante e l'unica cosa che i nostri amministratori di maggioranza riescono a fare è negare che vi sia un problema di sicurezza, salvo poi chiedere un incontro urgente col Prefetto di Ravenna - si badi bene, non dopo le aggressioni in abitazione, le percosse al direttore dell'ufficio postale, la morte di Alma Matulli, l’omicidio a sangue freddo di due persone, la morte di un giovane ragazzo vittima dell’incontrollato spaccio di droga... no.

Questi episodi non meritavano attenzioni particolari. Lo si è fatto soltanto a seguito di uno dei tanti episodi di delinquenza presso l'ultimo nuovo supermercato del paese.
La paura della gente è talmente palpabile e talmente evidente che nelle ore serali/notturne le strade sono semideserte, donne e bambini temono a girare soli per strada.

Ci spiace, cari amministratori, ma servivano soluzioni già due anni fa, quando i primi gruppi di residenti hanno deciso di autorganizzarsi tra loro per difendere passivamente le proprie abitazioni e la propria incolumità. Ed oggi, dato il vergognoso ritardo, servono soluzioni reali quanto urgenti.

E le soluzioni le devono fornire le istituzioni, alle quali è demandato il compito di tutelarci attraverso l'adozione di specifici provvedimenti, non le povere e bistrattate forze dell'ordine, a cui confermiamo ogni giorno il nostro sostegno morale, personale e politico, battendoci affinché siano posti nelle condizioni di poter lavorare serenamente ma che, a causa di una legislazione sotto certi aspetti altalenante e contraddittoria, sono costantemente esposti a rischi spropositati che li costringono a difendersi dalle azioni dei malviventi ed al contempo alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni “dovute” (quindi con rischio di incappare in omissioni).

Per non parlare delle promesse e soluzioni estemporanee dei partiti in questa campagna elettorale, molte delle quali totalmente inapplicabili. La capacità della politica di governare un paese - e con esso i suoi problemi - la si vede soprattutto da questi dettagli. Finché tutto va bene governare è semplice. Ma quando sorgono i problemi è lì che emerge la reale capacità di governare.
In tema di sicurezza la politica, locale e nazionale, ha fallito su tutti i fronti e non è riuscita ad ottimizzare l'ausilio della Comunità Europea. Tale fallimento non è però prerogativa soltanto dell’attuale governo, ma quanto meno di tutti quelli che si sono succeduti negli ultimi 10 anni. 

È troppo tardi per mettere un po’ d’ordine e rendere più sicure le nostre città? Sicuramente nessuno potrà restituire alle vittime e ai loro congiunti la serenità e la vita perduta, ma come minimo è necessario attuare con urgenza un insieme di provvedimenti che diano ai cittadini la sicurezza, oltre che la mera percezione, che per il paese si stia facendo qualcosa di concreto.

Il Movimento civico Per la Buona Politica
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