venerdì 9 febbraio 2018

Il PD è il vero punto di riferimento di chi vuole andare avanti. Di chi non vuole fermarsi

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo

Mentre l'Italia è giustamente stregata da Sanremo noi continuiamo con la campagna elettorale.

Qualcuno di voi mi ha scritto: qual è il vero obiettivo del PD?

Diciamolo con forza: noi vogliamo arrivare primi. Punto.

Vogliamo essere il primo partito, vogliamo essere il primo gruppo parlamentare.

La partita per il primo posto sul proporzionale, che assegnerà la grande maggioranza dei seggi, non riguarda Berlusconi e neppure Salvini. È una sfida a due, tra noi e i Cinque Stelle. Nonostante tutti gli attacchi di questi giorni (dagli attacchi in rete di queste ore al folle che, a Macerata, non solo ha ferito sei persone ma ha sparato ad altezza d'uomo anche alla nostra sede), il PD è il vero punto di riferimento di chi vuole andare avanti. Di chi non vuole fermarsi.

Il PD è la vera forza tranquilla di questo Paese.

E quella che un tempo si chiamava maggioranza silenziosa degli italiani lo sa perfettamente.

Abbiamo le idee chiare su che cosa va fatto e qui trovate il volantino che andrà in cinque milioni di copie in giro per l'Italia. Gli altri lanciano promesse a vanvera, noi abbiamo un progetto concreto.

Gli altri promettono miracoli, noi abbiamo dalla nostra i risultati. A livello nazionale, ma anche in tanti comuni.

La partita per il primo posto è a due, dicevo.

Non c'è nessun altro che possa insidiare il primato o del Movimento Cinque Stelle o del Partito Democratico come primo partito, come primo gruppo parlamentare. Mettendosi insieme Salvini e Berlusconi, che pure litigano su tutto, adesso anche sul condono, sono competitivi sui collegi (un terzo dei seggi), ma non potranno mai essere il primo partito.

E allora diciamolo con forza. La sfida è con il Movimento Cinque Stelle (su cui segnalo questo articolo di Claudio Cerasa).

Loro vogliono una campagna elettorale giocata nel fango. Noi no. Ma se vogliono stare sul fango dobbiamo rispondere colpo su colpo. Abbiamo molti argomenti:
I Cinque Stelle parlano di trasparenza e poi nascondono i loro bilanci: a Torino, invece di governare, hanno falsificato il bilancio del comune, con annesse dimissioni in blocco dei revisori dei conti, fatto inedito nella storia repubblicana. 


Quasi tutti i loro leader territoriali sono indagati o addirittura a processo ma hanno il coraggio di parlare, loro, di impresentabili. E se c'è uno che non si presenta proprio, quello è Di Maio, né ai confronti TV, né in Parlamento (30% di presenze in cinque anni, una media vergognosa. Giachetti, per intenderci, che è vicepresidente come lui, ha l'89% di presenze).
Stanno nascondendo alcuni candidati (segnatevi questi nomi: Cecconi a Pesaro, Cunial in Veneto, Dessì in Lazio, ma ricordatevi che siamo ancora all'inizio). Sarebbe interessante domandarsi il perché. 


Utilizzano i fondi parlamentari europei in modo illegittimo: sono ancora incerti se restare nell'Euro ma intanto utilizzano gli euro dei rimborsi di Strasburgo in modo scorretto. Per la stessa cosa Macron ha fatto dimettere due ministri. 

Nascondono senza troppa fortuna le impronte digitali dalle Fake News (a proposito: qui il terzo report sulle fake news. Scaricatelo, se vi va. Nel prossimo, e ultimo, troverete i fili e i collegamenti di tutto ciò che abbiamo pubblicato in queste settimane e vi verrà da ridere. O da piangere, dipende).

I grillini sono questo. Un partito che insulta gli italiani come ha fatto ieri Alessandro Di Battista (ha detto che vede gli italiani "rincoglioniti", perfetto il commento di Bonifazi qui). Ma noi dobbiamo rilanciare sull'idea di Italia che abbiamo, sulla visione alta.

Io voglio fare una campagna elettorale parlando di Pompei e delle colonnine elettriche, di Industria 4.0 e di fondi per la non autosufficienza, di diritti e di capitale umano. Ma nessuno deve scambiare la nostra responsabilità con la paura: se vogliono il fango, risponderemo colpo su colpo. Quindici su quindici come dicono i tennisti.

E adesso andiamo a vincere. Possiamo e dobbiamo essere i primi. Avanti!

Un sorriso,  Matteo

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