martedì 20 febbraio 2018

Una storia di ordinaria burocrazia

Di Tiziano Conti

Possiamo battere il potere della carta e di chi ne è custode geloso?

Nei giorni scorsi mia figlia mi manda un messaggio su WhatsApp (anche i genitori di qualche decennio fa ora che sono nonni devono stare al passo coi tempi…) chiedendomi di ritirare, dalla Scuola frequentata da mio nipote, la password per accedere al registro elettronico.

Rispetto la data e l’orario indicati e vado a chiedere di entrare in possesso di questo foglietto, importante strumento di dialogo tra i genitori e la scuola.

Con sguardo abbastanza severo e anche un po’ navigato nei miei confronti l’addetta (immagino che abbia pensato “ma non lo sa che lo consegniamo solo ai genitori”) mi fa presente che non me lo può consegnare.

Dico che potrei chiamare al telefono mia figlia e farle dire di persona che si può fidare di me: ho la fedina penale pulita (almeno, credo!), ho beccato solo due/tre multe in quarant’anni di guida dell’auto, scrivo anche qualche articolo sul sito del Pavaglione. Insomma, mi sento una persona degna del livello minimo di fiducia.

Niente da fare!

Me ne vado e mi metto fuori dalla Scuola in attesa di poter prelevare mio nipote e di portarlo con me; poi i suoi genitori, una volta usciti dal lavoro, lo verranno a prendere.

Al momento dell’uscita l’insegnante, giustamente, si fa carico di essere certa che mio nipote abbia qualcuno che è venuto ad accompagnarlo a casa e me lo affida, quasi personalmente, come fa con tutti i bimbi che escono da scuola.

Quindi: mio nipote me lo consegnano, in carne ed ossa, un foglio di carta, no. Quello è decisamente molto prezioso!

Ovviamente tutte le persone coinvolte, dal dirigente scolastico all’ultimo dei collaboratori credo siano in totale buonafede: ritengo che eseguano indicazioni ricevute dai loro referenti.

Quello che mi fa sorridere è il potere della carta, che travalica quello delle persone.

Tra l’altro siamo nell’era dell’informatica, ormai 3.0. Basta dare indicazioni ai genitori, che hanno orari incompatibili con quelli stabiliti per il ritiro di documenti importanti, che esiste anche la posta elettronica.

Le scuole hanno tutte (immagino) una casella di posta certificata PEC: qualsiasi mail viene tracciata.

Quanto accaduto mi ha fatto sorridere, un po’ arrabbiare, ma soprattutto pensare che abbiamo a cuore un futuro per i nostri nipoti in cui la persona valga più della carta!

Un nonno della Romagna Estense

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento