martedì 27 marzo 2018

Bilancio secondo atto cancellati i lavori pubblici

Restituire le chiavi allo Stato
di Gianfranco Spadoni


Sul rendiconto della gestione 2017 della Provincia pochi giorni fa abbiamo esaminato a grandi linee le principali voci che compongono questo documento consuntivo senza risparmiare critiche allo stato e alla regione.



Ma al fine di avere un quadro complessivo – seppur sommario – appare necessario soffermarsi anche sui Lavori pubblici. E anche questi, naturalmente, sono in grave sofferenza per l’oggettiva impossibilità di dare corpo ai vari progetti causa la ridotta capacità di spesa e di indebitamento, figlia della legge Delrio che avrebbe dovuto semplificare il Paese, ridurre gli organismi intermedi tra Regione e Comuni, e ridisegnare un ente sostanzialmente in grado di occuparsi quasi esclusivamente di strade e scuole. 

In generale va detto che rispetto al numero massimo previsto dal legislatore di novanta enti intermedi oggi sono quasi cinquecento e le province continuano ad avere in gestione 130 mila chilometri di strade e 5,200 scuole, ma i fondi sono insufficienti, quasi ridotti al lumicino. 

Per le strade, infatti, la sola attività manutentiva ordinaria e parte di quella straordinaria, non è in grado di garantire adeguati livelli di servizio, conservazione e sicurezza stradale. La stessa riflessione riguarda il patrimonio edilizio scolastico per la manutenzione ordinaria e le inadeguate risorse a disposizione. 

A livello locale, oltre ai lavori di riqualificazione per il trasferimento dell’Olivetti all’ Istituto Callegari e al trasferimento delle succursali del Liceo classico di Ravenna sono stati realizzati lavori di accorpamento dell’ Istituto per i servizi alberghieri di Riolo Terme ma investimenti, tuttavia, non c’è traccia, e molto limitati anche li lavori di manutenzione e di messa in sicurezza di alcuni istituti e nulla più.

La situazione, dunque è molto preoccupante perché questo ente continua a sopravvivere con difficoltà inimmaginabili per una situazione ingessata da anni sul piano delle risorse e in forte aumento sul versante della domanda di interventi urgenti per manutenzioni, sicurezza e adeguamenti normativi negli edifici scolastici. 

In buona sostanza le due funzioni principali sulle quali le province dovrebbero concentrare le loro azioni - strade e scuole – sono completamente compromesse da una situazione di drammatica e continua emergenza. 

Tra l’altro la stessa Corte dei Conti appena un anno fa esprimendosi a proposito dei tagli del Governo sulle entrate delle Province definì “irragionevoli” ma da allora nulla è cambiato, se non in peggio! Inoltre, sempre in quel periodo, i presidenti delle province hanno presentato un esposto cautelativo alla Procura e alla Corte dei Conti per denunciare le difficoltà a garantire i servizi, in primi strade e scuole, ma nessun effetto pratico è stato raggiunto.

Forse, per tutelare anche i dipendenti, è arrivato il momento di restituire le chiavi allo Stato!

Gianfranco Spadoni
Consigliere “Civici per la Provincia” Ravenna

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento