mercoledì 7 marzo 2018

D'Alema meno del 4%

La rottamazione



Quella della rottamazione è' stata l'intuizione politica di Matteo Renzi, quella che l'ha portato, giovanissimo, alla guida del paese.

Oggi non sono le tante pagine del programmi a farti avere consensi, il lenzuolo dei cento punti del programma del Pd che nessuno ha letto, abbiamo tutti fretta, tantissime cose da fare che non pensare alla politica, è un messaggio condiviso a far vincere.

Il "Rimandiamoli a casa" di Salvini, il "Cambiamo tutto" di Di Maio. 

Per Renzi fu appunto "Rottamiamoli", non molto diverso dal cambiamo tutto. 

Poi in tutte le cose c'è sempre chi vuole andare contro corrente, nel caso la lista Liberi e Uguali: 3,4% quando si "voleva" un risultato a due cifre !

Tanto per stare in casa, si sono trovati due volte al Centro Sociale il Tondo, a Lugo, per dare voce alla sinistra, il Comune Rosso, dove da settant'anni si scala il partito sino a diventarne il segretario e poi si indossa la fascia del primo cittadino per dieci anni.

Si chiude con un aneddoto simpatico, nell'indubbia intelligenza del personaggio, Massimo D'Alema, la sua lunghissima carriera politica.

Il politico, solo per citare un dato, che fece naufragare l'Ulivo di Romano Prodi, la possibile rinascita della sinistra italiana dopo la caduta del Muro di Berlino.

"Ho preso meno voti delle persone che ho incontrato".....le ultime parole delle tantissime, milioni di milioni, che gli abbiamo sentire dire dai media. 

Rottamazione, lo straordinario successo dei CinqueStelle, il passo indietro della politica ed il passo avanti della società civile dell'Ulivo.

Va abbattuto il muro tra la politica e la società civile, con i decisori che vengono dall'un per cento degli iscritti ai partiti, partiti che godono di un indice di gradimento, di fiducia, attorno al 3-4 per cento.

Dalla società civile deve venire chi senta lo stimolo al primo dei servizi al prossimo, l'impegno nella Politica, la disponibilità ad amministrare la Cosa Pubblica, la Cosa di Tutti.

E per un periodo limitato, staccando la spina dalla propria professione, cui poi tornare dopo aver dato quello che potevano dare.

Cinque anni, dieci al massimo se verrà loro chiesto da chi ha il potere di giudicare, decidere, gli elettori. 

Deve essere questo l'identikit dei nuovi sindaci che sceglieremo il prossimo anno nella Romagna Estense che può e deve rimanere rossa...

Arrigo Antonellini

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