martedì 27 marzo 2018

Economia locale

Dati altalenanti, non si consolida la ripresa 
di Bruno Pelloni

Dopo due trimestri consecutivi, il 2° e il 3° 2017, nei quali, per la prima volta dal 2008, si registravano segni positivi nel numero delle imprese iscritte della Provincia di Ravenna, il dato dell’ultimo trimestre 2017 ritorna negativo lasciando un’ombra inquietante sulla reale inversione di tendenza dell’andamento economico locale.


Negli ultimi 90 giorni del 2017, le cancellazioni presso la CCIAA hanno superato di 24 unità le nuove iscrizioni portando a 328 su base annua la perdita di imprese a livello provinciale con un tasso di variazione del -0.8 %, peggiore rispetto all’andamento regionale e nazionale.

A livello territoriale, l’unico comune che, su base annua, presenta un saldo positivo di imprese è Cervia con + 6 unità, mentre si conferma il dato particolarmente negativo della Bassa Romagna con una perdita di 106 imprese pari al -1.1%.

Le sole imprese che risultano in crescita sono le società di capitale (+ 67 unità pari al +0.9%) che rappresentano il 20% delle imprese totali, mentre la flessione maggiore si verifica tra le imprese individuali (-254 unità) e le società di persona (-127 unità) che assieme coprono il 77% di tutte le attività della provincia.

Le imprese femminili, che rappresentano il 20.7% delle imprese provinciali, dimostrano una sostanziale tenuta rispetto al 2016 (- 6 unità), anche se il loro peso nell’economia locale risulta in linea con il dato regionale (20.6%), ma inferiore a quello nazionale (21.9%).

Particolarmente negativo è l’andamento delle imprese giovanili (titolari con età inferiore a 35 anni) che hanno perso, in un anno, 153 unità pari al - 5.2%, a significare un ridotto interesse dei giovani verso le attività imprenditoriali, confermato anche dal peso di questa tipologia di imprese a livello provinciale il 7%, rispetto al 7.5% della Regione e il 9.7% a livello nazionale.

A trainare la crescita (+2.5%) sono invece le imprese straniere (con titolare o maggioranza dei soci stranieri) le quali sono oltre 4.400 a livello provinciale, pari all’11.2% del totale delle aziende, percentuale in linea con il livello regionale e più elevata rispetto a quello nazionale che si attesta al 9.6%; i settori di attività nei quali la quota di imprenditoria straniera è più rilevane sono le costruzioni (29%), il commercio (17.6%) e il turismo (10.5%).

Le indicazioni che emergono dall’analisi dei dati della Camera di Commercio evidenziano un andamento ancora altalenante dell’economia provinciale e il mancato consolidamento di una ripresa che sembra caratterizzare altre realtà territoriali.

La debolezza strutturale del tessuto economico, in particolare della Bassa Romagna, costituiscono elementi di preoccupazione per il futuro, anche in relazione a un carico fiscale e tariffario tra i più elevati della Provincia, un invecchiamento della popolazione superiore alla media che mette a rischio, nel medio termine, i servizi di welfare.

Bruno Pelloni
Portavoce Associazione per la Buona Politica

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