sabato 10 marzo 2018

Facciamo chiarezza sul controllo di vicinato

Riceviamo da Roberta Bravi e pubblichiamo


Cosa sia il controllo del vicinato ormai è noto ai più. Ciò che non è chiarissimo, invece, è “come” questo si esplichi nei vari territori e soprattutto “in quali forme” sia presente.


L’associazione nazionale 


Il controllo del vicinato è un progetto studiato ed approntato dall’Associazione nazionale Controllo del Vicinato – o meglio, dai suoi soci fondatori – ancora negli anni 2007/2008. In quegli anni, infatti, Gianfrancesco Caccia, Francesco Caccetta e Leonardo Campanale, ognuno nel proprio territorio di residenza e nel proprio personale modo, iniziarono ad occuparsi di sicurezza residenziale mettendo in collegamento i residenti di alcuni quartieri. Venuti a conoscenza l’uno dell’altro, si misero in contatto tra loro, decidendo di approntare un vero e proprio progetto di sicurezza partecipata, che tenesse conto delle tre figure fondamentali di tale attività: il cittadino (Gianfrancesco), le forze dell’ordine (Francesco) e l’amministrazione comunale (Leonardo). 


Lavorando assieme - Gianfrancesco ha anche ideato il logo dell’associazione, che è un marchio registrato presso l’Ufficio Marchi e Brevetti della camera di commercio di Varese, a garanzia della serietà e genuinità del progetto che esprime – grazie alla condivisione delle idee e delle conoscenze di ognuno di loro, hanno realizzato il progetto ufficiale “Controllo del Vicinato”, presentato poi a tutte le Istituzioni di ogni rango e livello, fino ad arrivare al Ministero dell’Interno e relative Commissioni Parlamentari. 

Hanno impiegato ogni propria energia fisica e mentale per portare all’esterno, tra la gente, questa attività di inclusione sociale e lotta all’individualismo, con l’unico fine di far conoscere a quante più persone possibile la filosofia che sta alla base del progetto stesso. Coinvolti quindi moltissimi territori d’Italia (mediante il loro lavoro di diffusione del verbo hanno raggiunto oltre 12 Regioni italiane), nel 2014 è nata, ufficialmente, l’Associazione nazionale Controllo del Vicinato (in breve ACdV). 

Ad oggi tale associazione è presente in oltre 500 comuni italiani, attraverso tutti i suoi soci volontari ed i coordinatori di gruppo, che ogni giorno si impegnano per assistere, supportare e coinvolgere le famiglie aderenti al progetto (le migliaia di occhi al servizio delle forze dell’ordine).

Il progetto

Precisato cosa sia l’associazione nazionale, va da subito evidenziato che benché essa sia titolare del progetto descritto, nulla vieta a che una siffatta attività solidale possa nascere spontaneamente tra la gente. Chiaramente nessuno può impedire a nessun’altro di organizzarsi tra vicini di casa per prevenire furti, truffe e reati predatori in genere, questo è pacifico. Nemmeno sarebbe nello spirito di ACdV - che opera per l’inclusione sociale e la collaborazione tra persone - cercare medaglie, erigere bandiere divisive o impedire la diffusione di progetti di partecipazione attiva.

Controllo del vicinato e politica

Il controllo del vicinato è un progetto per “persone”, un’attività della gente, che non può e non deve essere soggetto ad alcuna strumentalizzazione politica. Ovviamente il progetto può essere promosso da ognuno dei tre pilastri su cui si fonda (cittadini, forze dell’ordine, amministrazione) ma in ogni caso non deve essere utilizzato come strumento pubblicitario per le proprie personali campagne politiche e nemmeno essere attivato soltanto per fregiarsi del merito di averlo attivato. 


Il ruolo dell’amministrazione è molto semplice: essa sostiene i gruppi d’allerta, favorendo la loro costituzione, mettendo a disposizione i locali per le riunioni dei gruppi, il materiale informativo, nonché promuovere ed avallare il dialogo tra cittadini e forze dell’ordine - attraverso la polizia municipale, ma anche chiedendo la collaborazione delle locali stazioni dei carabinieri, comandi di polizia e questura.

Di converso i coordinatori dei gruppi, volontari, hanno tutto il diritto di svolgere attività politica durante la loro vita quotidiana (che ricordiamo è un diritto costituzionalmente garantito, così come quello di libertà associativa). Semplicemente, mentre svolgono attività di volontariato queste persone sono capaci di mettere da parte il proprio credo politico e collaborare apertamente e a stretto contatto con altri coordinatori e persone con pensieri politici diversi dal proprio. 


Il bello di questo progetto, infatti, è proprio che le persone collaborano tra loro a prescindere da tutto. Possono quindi coesistere coordinatori di gruppo che siano al contempo segretari di partito, consiglieri di opposizione o appartenenti ai più disparati movimenti politici – nazionali o locali. Questo perché quando svolgono attività di controllo del vicinato non stanno esercitando il proprio pensiero politico ma, al contrario, si svestono di ogni pregiudizio e si confrontano tra loro come “persone”, semplici e uguali tra loro.

A tal fine, quindi, la stessa ACdV non discrimina nessuno per il proprio pensiero politico (non potrebbe nemmeno farlo, essendo un diritto fondamentale del cittadino, tutelato dalla Costituzione italiana e dalla Convezione Europea dei Diritti e libertà fondamentali del’Uomo) ma adotta regole molto chiare: in periodo di campagna elettorale, onde evitare strumentalizzazioni di sorta, ACdV sospende ogni incontro pubblico – in proprio o su richiesta delle amministrazioni – pur continuando a garantire il supporto tecnico ai gruppi già avviati.

La realtà locale


Nella provincia di Ravenna esistono tantissime realtà che svolgono attività di controllo del vicinato (o equivalenti). Vi sono gruppi attivati attraverso il supporto di ACdV, come quelli di Sant’Agata, Fusignano, Cotignola, Russi e Faenza. Esistono gruppi nati spontaneamente, senza ACdV, ma che poi si sono associati ad essa, come Boncellino, Lugo e Bagnara di Romagna.

Poi esistono gruppi che svolgono attività di controllo del vicinato, seguendo le fondamentali linee guida approvate dal Ministero e con l’appoggio delle forze dell’ordine locali, ma senza essere “affiliati” all’associazione nazionale, quindi attraverso organizzazioni di fatto – come a Conselice, Lavezzola (che comprende anche le zone di Giovecca, Frascata e Passogatto), Massa Lombarda, Alfonsine e diverse zone di Ravenna (città e forese).

L’unico denominatore comune a tutte queste realtà, quindi, è che vi sono brave persone, onesti cittadini volenterosi che, a prescindere dal proprio pensiero politico o credo religioso, si confrontano e lavorano per il bene comune: la serenità della gente. Esistono quindi diverse forme di aggregazione che svolgono attività di controllo sociale del territorio e nessuno di questi è in competizione con altri ma, al contrario, si lavora tutti per il medesimo fine, con grande impegno e costante dedizione. 


Ed una cosa è certa, ognuno di questi coordinatori – compresa la stessa associazione nazionale – rifiutano ogni sorta di strumentalizzazione politica o di “indebita appropriazione” dell’operato altrui, posto che il lavoro volontario delle persone deve sempre essere valorizzato per quello che è, niente più ma soprattutto niente meno.

Roberta Bravi
Referente Provinciale Associazione nazionale Controllo del Vicinato

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