sabato 31 marzo 2018

Immagini di sport lughese di "qualche" anno fa

MARIO LEGA (Lugo 1949) 
di Ivan Rossi


A sedici anni debutta nel Campionato Italiano Cadetti classe 60, correndo con un’Italjet poi con una Minarelli, conquistando alcuni podi e la terza posizione nella classifica finale.



Nel 1970 passa alla categoria Juniores e, finito il servizio militare, con il supporto del Moto Club Baracca, di Renzo Cricca, Trioschi Moto e la sponsorizzazione di VF Venieri, conquista il titolo nel Campionato Italiano della Categoria 250 cc. Il titolo gli vale la promozione tra i professionisti e già dalla prima stagione giunge quinto nel Campionato Italiano della 250 cc.


Nel 1973 entra a far parte della Scuderia Diemme di Lugo e ottiene i primi punti nel Campionato Mondiale piazzandosi, come miglior risultato, al quarto posto ad Abbazia (Jugoslavia) nella classe 250.

Nel 1974 diventa Campione d’Italia della 350 cc grazie soprattutto al secondo posto al GP delle Nazioni a Imola, dietro solo al fuoriclasse Giacomo Agostini.

Dopo una caduta al circuito Paul Ricard, segui un periodo di scarsi risultati che durò fino al 1977, mentre stava per decidere l’addio alle corse, fu chiamato dalla Morbidelli per sostituire Paolo Pileri, infortunatosi al GP d’Austria. Il contratto prevedeva tre sole gare (GP delle Nazioni a Imola, Francia e Spagna) fino alla guarigione di Pileri. 

Dopo l’esordio a Imola con due secondi posti (250 e 350cc) e grazie ai buoni risultati ottenuti in Spagna (5°) e Francia (4°) la Morbidelli prolungò il contratto fino al GP di Jugoslavia (Opatija) dove Lega vinse il suo unico Gran Premio. 

Con i punti conquistati raggiunse la vetta della classifica e la Morbidelli confermò il pilota fino al termine della stagione. La gara vinta in Jugoslavia dimostrò a tutti le grandi potenzialità del pilota lughese in quanto ottenuta su un circuito di 6 km (21 giri) considerato il più pericoloso di tutto il mondiale.

Lega stabilì anche il record sul giro e concluse la competizione con una media oraria di 155,172 km. Al secondo posto si classificò il giapponese Takazumi Katayama. Dopo quella vittoria seguirono altri importanti piazzamenti in Belgio (3°), Svezia (2°), Finlandia (7°) e Cecoslovacchia (3°) che sancirono il titolo nel Campionato Mondiale della quarto di litro con una gara d’anticipo.

Il 1977 fu anche l’anno del secondo titolo Italiano della 350 cc con una Yamaha privata sponsorizzata dal lughese Alessandro Galli e preparata dai meccanici Sergio Baroncini, Sante Trioschi e Paolo Neri.

Nel 1978, sempre in sella alla Morbidelli, la stagione fu meno proficua e salì sul podio solo in due occasioni, a Imatra (3°) e a Brno (3°), prestazioni che determinarono la settima posizione in graduatoria finale.

Nel 1979 è in sella a una Ducati 900cc in coppia con Victor Palomo per il Campionato Europeo Endurance, ottenendo l’ottavo posto in classifica finale cogliendo un bel secondo posto ad Assen sotto il diluvio e il terzo gradino del podio al Nurburgring sul tracciato della Nordschleife di 23 km e oltre 180 curve. A metà stagione però la Ducati decise di ritirarsi dal campionato per problemi di budget e così fini la carriera agonistica di Mario.

Dal 2003 al 2012 ha commentato le gare del Motomondiale scrivendo per la Gazzetta dello Sport.

Tra le sue attività in campo motoristico anche quella di Istruttore per In Moto days e DRE Ducati. Attivo nello staff di Guidare Pilotare di Siegfried Stohr per i corsi di BMW Motorrad Driving Accademy.

Ivan Rossi

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