martedì 13 marzo 2018

La rinascita del Pd?

Intanto il nuovo leader se lo fanno loro
di Arrigo Antonellini
"Da una parte il reggente Maurizio Martina, che vuole continuare a lavorare con i renziani e incarna la linea del segretario. E cioè nessun sostegno al M5s e un nuovo leader scelto dal congresso e non dalle primarie. 

Eccola qui quella che doveva essere la resa dei conti del Pd. Eccola qui l’autoanalisi interna dopo la disfatta delle politiche. E’ tutto rinviato a data da destinarsi.

In pratica il partito rimarrà comunque in mano a Renzi e ai suoi uomini. E dopo, comunque, non ci saranno le primarie. “La prossima Assemblea dovrebbe avere la forza di aprire una fase costituente del Partito democratico in grado di portarci nei tempi giusti al congresso – dice Martina – Perché il nostro progetto ha bisogno ora più che mai di nuove idee e non solo di conte sulle persone. 


Le prime idee nuove per la rinascita:

- Il nuovo leader, quello che dovrà "piacere" più di Di Maio e di Salvini, ce lo scegliamo noi

- nessun sostegno a chi è stato scelto dai "padroni", gli elettori, il M5S

Sessanta milioni di italiani un pochino di curiosità l'avevano, non su chi sarà il nuovo leader, ma se il decisore, il PD, di una cosa di discreto attuale interesse, vuole rimanderli a votare o no, l'avevano, ce l'hanno.

Nella cabina, in ottobre, temo proprio che se lo ricorderanno, come verrà anche loro ricordato che la legge che li riporta al voto in pochi mesi, con i relativi costi, l'ha fatto il PD. 

In bocca al lupo....  

Arrigo Antonellini

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