mercoledì 14 marzo 2018

Lago Lamone

Di Valeria Giordani


Una sorpresa per gli abitanti della zona tra Villanova di Bagnacavallo e Glorie ( e forse in altri punti del territorio) che nella giornata dell’8 marzo (prima giornata di sole dopo inenarrabili traversìe meteo) si sono avventurati nella passeggiata sull’argine, a vedere il livello del Lamone.. 




Sorpresa, la grande ansa dell’argine, che consiste in un vasto terrazzamento, è in gran parte invasa dall’acqua; e il fiume Lamone ( che si presentava così l’estate scorsa ,come visibile in questa foto; n.b,, oggi il dislivello che si vede a sinistra nella foto è raggiunto dall’acqua).

È diventato un lago, con lo spettacolo di una riva di due spanne di acqua pulita, su cui il vento compone piccole onde, il fondo fangoso visibile, colori verde azzurro,

e il campo di addestramento cani (ahimè con tanto di spari, come autorizza un odiato cartello) invaso dall’acqua, con le bandierine dei percorsi che spuntano dall’acqua. 


Uno spettacolo insolito e suggestivo; per chi vive accanto a quello che era un fiume, l’importante e antico Lamone dalla forte identità ( importante nella sedimentazione di questo territorio, definito il Nilo della Romagna, ricco di variegate esperienze umane e sociali sulle sue rive), la sorpresa di vivere ora ai bordi di un lago, comparso come se si fosse in una fiaba.

Marino, che vive ai bordi del Lamone fin dalla nascita, ha infisso un palo per misurare il livello, e in due giorni lo ha già visto calato di una spanna. Le previsioni meteo però dicono che potrebbe ancora aumentare; a oggi, il livello non ha visto variazioni. 

Gianfranco, che vive da pochi anni sul bordo del Lamone, e che ha visto e percorso fiumi e mari di più continenti (sabbie mobili comprese), avverte di non avventurarsi calpestando il terreno dove non c’è erba, perché l‘erba trattiene la terra mentre il fango argilloso è insidioso. 

In effetti, per l’entusiasmo di andare a camminare nell’acqua, subito ci ‘piantiamo’ affondando fino al limite dello stivale di gomma, e occorre aiuto prima per uscirne, poi per strappare al fango lo stivale sprofondato. 

E’ l’unico accorgimento da osservare, perché la situazione non presenta particolari pericoli; la ‘cassa di colmata’ delle acque è enorme e potrebbe riceverne molto di più, trattenuta dal solido argine. Nessuna preoccupazione quindi, ma lo spettacolo (e l’occasione per una passeggiata, una foto, e per fissare il ricordo di uno scenario inconsueto), sì.


Valeria Giordani

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