lunedì 26 marzo 2018

Piccole distanze che ci tengono lontani

Senza parole ma ovviamente in prima pagina!. Riceviamo da Mauro Balbi e pubblichiamo


Sono una persona invalida al 100% per cause scaturite alla nascita, che mi portano a muovermi sulla sedia a rotelle. 


Da diversi anni ho accettato questo tipo di sedia per muovermi liberamente come tutti i cittadini, dolorosamente ho riscontrato che il paese ITALIA (nonostante faccia parte dei paesi più evoluti del G8) non è pronto per noi persone con difficoltà motorie. 

Vi narro brevemente quello che mi è capitato recentemente.

Dopo aver visto l’ultima fattura dell’operatore telefonico a cui sono abbonato (non scrivo la Società per non far pubblicità), sono andato a chiedere spiegazioni in negozio, la location è molta bella, colori e bacheche bellissime, con vetri brillanti, ma arriviamo al nocciolo della questione, prendo il numero e attendo il mio turno, quando mi affaccio al bancone per espletare il mio problema, ecco che nascono i guai, avevo con me molti documenti, per far vedere all’addetta di turno gentilissima, ma io seduto sulla mia inseparabile carrozzella non potevo stendere sul bancone tutta la mia documentazione per chiedere dettagli, in quanto i banconi sono altissimi per noi rannicchiati su una poltroncina a rotelle. 

Per fortuna che con me avevo la mia badante ad allungare la documentazione all’addetta. 

Così facendo ci siamo accordati per fare un nuovo contratto, qui spunta il secondo problema, al momento di siglare con la firma, dovendo semplicemente firmare sulle nuove tavolette digitali non arrivavo al bancone. 

La tavoletta non me la poteva allungare neppure sulle cosce immobilizzate, perché i cavetti sia quello elettrico e quello informatico erano corti e non arrivavano. 

In questi casi qui, (pochi, ma bisogna prevederli) non bisogna sconvolgere l’arredo, dello show room, ma basterebbe fare al bancone un altro piano all’altezza che una persona costretta a stare su una sedia a rotelle, si potesse mettere comodamente a firmare i suoi contratti.

Per fortuna che assieme a me c’era anche mio babbo che ha firmato per me. So che è una procedura illegale quella che una persona firmi nel posto di un altro un contratto. Vuol dire che anche se un diversamente abile che abbia la capacità di intendere e di volere, abbia appresso con lui l’amministratore di sostegno, o nei casi più gravi il tutore legale.

Mi reco allora presso un altro operatore telefonico, per confrontare i prezzi. 

Prima di entrare nello show room, mi imbatto in un bel gradino di 12/13 cm. di altezza, per fortuna che uno degli addetti mi vede, mi apre la parta, e dice con la mia badante, “’aiuto io, vado nel ripostiglio a prendere la rampina di legno”, ormai io scattavo e rispondevo, “Vuole che venga dalla porta di servizio, siccome è là la rampa?”, sono stato zitto per rispetto perché in negozio c’era gente.

Aspetto pazientemente il mio turno e mi affaccio all’ennesimo “bancone da bar”, avendo le stesse difficoltà che ho già descritto in precedenza. 

A metà della mia discussione, avendo già preparato da casa una stampa sulle agevolazioni per le persone con handicap sulle telefonate “legge del Garante delle Telecomunicazioni del 2000, la quale prevede lo sgravio fiscale del 50% sul canone mensile e non sugli scatti telefonici, l’addetto mi risponde con cortesia “io non so nulla di tutto ciò, ma ora mi informo”. 

Telefona immagino alla direzione, dopo 15 minuti abbondanti mi risponde “Si le agevolazioni ci sono, ma solo per ciechi e sordi…”. Evidentemente ci sono invalidi di serie A e altri di serie B.

Quello che ho descritto capita spesso, io ho accennato ad un gestore telefonico ma succede anche in altri luoghi pubblici. 

Qualche mese fa, mi sono recato all’autodromo di Imola per assistere alla gara di Superbike ma non è possibile per una persona paraplegica sulla sedia a rotelle avere un posto in tribuna, mediante uno scivolo, non dico in tutte le tribune, ma solo nella tribuna A quella del rettifilo della partenza e dell’arrivo.

Anche raggiungere un semplice pulsante del semaforo a volte è impossibile (vedi foto allegata), certo la generosità di qualcuno che mi accompagna può risolvere il problema, ma io voglio essere autonomo quando posso, basta poco, a volte non costa nulla, è sufficiente costruire le cose guardando il mondo anche dalla “mezza altezza” cioè quella di chi è obbligato a muoversi restando seduto. 

Il semaforo in questione è vicino a casa mia, lo ho già segnalato all’Assessore Fabrizio Lolli che abita come me ad Ascensione, spero possa fare qualcosa per risolvere il problema.

Molto resta ancora da fare per rispettare la legge n. 13/1989 e relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 14 giugno 1989, n. 236 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche.". 

Le leggi ci sono, non ne servono altre, basta applicarle.

Mauro Balbi - Lugo

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