lunedì 12 marzo 2018

Silk Route/Via della Seta

"E’ successo in un certo momento che loro erano noi e noi eravamo loro e che le barriere crollassero"


“Benvenuti nel nostro viaggio che quest’anno giunge fino alla via della seta, nelle storie delle persone, attraverso la loro musica.” Con queste parole Lugo Music Festival inaugura alla grande.



Si faceva fatica ad entrare nelle Scuole Gherardi. 

Moltissimi lughesi hanno scelto di passare il Sabato sera godendo di uno spettacolo insolito e di altissima qualità. Kaveh Mirosseini, direttore d’orchestra e percussionista dell’Orchestra Sinfonica di Teheran ha suonato e dedicato una nuova melodia alla città di Lugo, in un ensemble con l’amico Matteo Penazzi, già direttore artistico e ideatore del progetto culturale. 

Dopo numerosi scambi musicali e laboratori nelle scuole di Lugo durante la settimana, il concerto è stato aperto dall’orchestra Gherardi su note di speranza dall’Est Europa, per poi muoversi verso l’Azerbaigian, quindi Palestina e Siria.

Molti gli sponsor di questa iniziativa giunta alla seconda edizione e promossa dall'Associazione Amici della Scuola della Musica. 

Il progetto ha proposto le esperienze di armonie lontane, attraverso le diverse culture degli artisti, in un momento in cui il Mediterraneo, “culla” dei popoli, oggi e’ anche barriera per il "diverso” e scenario di melodie amare.

E’ successo in un certo momento che loro erano noi e noi eravamo loro e che le barriere crollassero. Come se quella musica fosse ancora nel nostro sangue, lo dicevano i ragazzini e le famiglie che scalpitavano come per ballare quel ritmo, sia quando la lingua era sconosciuta, che quando gli artisti hanno suonato tutti insieme le note di BELLA CIAO.



C’era veramente il mondo: 80 bambini in prima fila con le loro famiglie tra il pubblico, i nonni, stranieri (tanti), gente di Bologna e dintorni, uno addirittura è venuto apposta dalla Svezia. 


Lugo Music Festival ci attende il 7 Aprile con uno spettacolo unico fatto di danza e musica. Ci saranno le arie più importanti di Cenerentola e Barbiere cantate dal mezzosoprano Daniela Pini e dal baritono Maurizio Leoni, fino ad eseguire in prima mondiale un remake elettronico in live set grazie a Simone Guerra. 

Ad accompagnare questa kermesse rossiniana ci sarà il sestetto d’archi dell’Accademia Internazionale di Imola e le coreografie di Centro Studi.

foto di Giulia Arveda


Un'inizitiva giunta alla seconda edizione che è già "esplosa" per la sua straordinaria qualità, per gli obiettivi che si pone, per i valori cui si ispira. 
Dovrà essere affrontato il tema del contenitore, non è giusto offrire tanto e limitare il numero di coloro che ne possano godere.
E come sempre non si può non partire da chi abbia l'intuizione, la sensibilità di sponsorizzarla.

Arrigo Antonellini

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