martedì 20 marzo 2018

Stagione concertistica 2017/2018 del Teatro Rossini di Lugo

Venerdì prossimo 23 marzo alle ore 20,30


Gioachino Rossini (1792-1868)
Sonata a quattro per tre più uno
Elaborazione per WKO della "Sonata a quattro n.6” di Carlo Tenan



Danilo Comitini (1986)

So find him.

commissione WunderKammer Orchestra, prima esecuzione assoluta

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Concerto n.4 op.58 in Sol Maggiore per

pianoforte e orchestra

Orchestrazione per WKO di Paolo Marzocchi

Cadenza concertante di Mauro Montalbetti

(commissione wunderKammer Orchestra, prima esecuzione assoluta)

Pianoforte: Marco Vergini

Direttore: Carlo Tenan

WUNDERKAMMER ORCHESTRA

La musica occidentale ha sempre privilegiato la dimensione narrativa. La musica occidentale racconta dunque una storia, la quale si svolge nel tempo, e viene di conseguenza fruita attraverso la memoria. Potremmo dire che la musica sia in questo caso una drammaturgia del tempo, i temi sono impalpabili personaggi che agiscono, si relazionano, evolvono, si trasformano.

Prendendo a prestito una definizione dello studioso Mario Campanino, chiameremo questa la “musica che diventa”. Questo tipo di musica è, per la maggioranza di noi “la musica” tout court.

Un approccio differente, o forse opposto, è quello che alla narrazione preferisce la contemplazione, e privilegia l’ascolto del suono in sé, il perdersi dentro il suono. E’ un approccio che, per dirla con Campanino, potremmo definire meditativo, “orientale”: “la musica è ascoltata istante per istante, essa stessa diventa il tempo che, in un certo senso, cessa di scorrere.”

Campanino chiama questo approccio “musica che è”. Il leopardiano “s’annega il pensier mio” è la migliore definizione di questo stato d’ascolto. Il suono annulla la percezione del tempo e si rivela come un oggetto da esplorare, sempre diverso nell’omogeneità, ricchissimo di fluttuazioni e continue microvariazioni.

In questi casi la musica non racconta nulla, e se ci si aspetta di trovare un qualche interesse o sorpresa nello svolgimento del racconto si rimane inevitabilmente delusi. Ma l’errore non è nella musica in sé, quanto appunto nell’approccio percettivo, nella modalità di ascolto.

Il secondo concerto della WunderKammer Orchestra ci offre la possibilità per sperimentare entrambi gli atteggiamenti percettivi.

Da una parte la musica narrativa per eccellenza, quella di Beethoven, in cui la forma (quindi la “storia”, la drammaturgia) è l’aspetto più importante e innovativo, e quella del giovanissimo Gioachino Rossini, che già in età preadolescenziale fa sfoggio di un talento teatrale fuori dal comune.

Dall’altra una composizione nuova, commissionata dalla WunderKammer Orchestra al compositore Danilo Comitini, trentenne ma con già all’attivo diversi lavori cameristici e orchestrali, e un’opera lirica. Il brano di Comitini, intitolato enigmaticamente “So find him” è un esempio chiarissimo di “musica che è”. Metaforicamente possiamo immaginare di trovarci in volo sopra un paesaggio, che osserviamo e cogliamo con lo sguardo nella sua interezza, ma che poi possiamo esplorare più nei dettagli soffermandoci su un particolare, volando più vicino ad una certa regione, o volgendoci indietro. Siamo noi a scegliere il nostro percorso di esplorazione, che ci rivela grado a grado nuovi particolari, senza che il paesaggio in se stesso stia mutando. Questo paesaggio è il suono stesso, e la sua esplorazione è l’esperienza che ne facciamo come musica. Il pezzo nasce esattamente dall’esplorazione di un celebre e minutissimo frammento, di un autore ben noto, che non riveliamo. Il titolo è chiaramente una sfida, chissà se qualcuno riuscirà a trovarlo…

Ad incorniciare la composizione di Comitini, il programma si apre con una elaborazione per 13 strumenti dell’ultima delle sei Sonate a quattro composte da un Gioachino Rossini dodicenne, durante le vacanze estive nel 1804, non lontano da Lugo. Tutte le Sonate si appoggiano al medesimo schema tradizonale e tripartito del concerto. Ma già nel giovanissimo Rossini si intravedono diversi tratti originali, che verranno anche ripresi nel Rossini maturo. In particolare è inconfondibilmente rossiniano il “temporale” del terzo movimento. L’elaborazione di Carlo Tenan non è una semplice orchestrazione ma una vera e propria ricomposizione, in cui i colori cangianti degli strumenti diventano protagonisti quanto gli stessi temi. La Sonata a quattro diventa così un’espressione matematica: “Sonata a quattro per tre, più uno”.

Il Concerto in Sol Maggiore n.4 op.58 per pianoforte e orchestra di Beethoven, fu composto invece poco dopo le sonate di Rossini, tra il 1805 e il 1806, ed eseguito per la prima volta con l’autore al pianoforte nel 1807. L’inizio col pianoforte da solo prima dell’entrata dell’orchestra era una novità assoluta. Anche in questo caso, come nel concerto n.3 presentato a febbraio, la cadenza è contemporanea, ed è affidata ad un altro compositore italiano tra i più eseguiti nella scena internazionale: il bresciano Mauro Montalbetti che trasforma la cadenza in un passaggio segreto, per creare dentro il concerto un piccolo episodio di musica da camera, che rielabora i materiali tematici beethoveniani in chiave contemporanea.

Paolo Marzocchi

WunderKammer Orchestra


WunderKammer Orchestra nasce a Pesaro nel gennaio 2017 con l'obiettivo di portare la musica sinfonica e il teatro musicale dove normalmente un’orchestra ha difficoltà a esibirsi per ragioni logistiche, di budget o semplicemente per la minor consuetudine di alcune fasce di pubblico per questa forma di espressione artistica.

La WKO può essere definita “un’orchestra disidratata”, cioè un ensemble costituito da piccolo di musicisti (da un minimo di 8 ad un massimo di 15) ma pensato per esprimere tutti i “colori" e i "timbri” di un'orchestra tradizionale. Il repertorio spazia da partiture del grande repertorio trascritte appositamente per questo tipo di organico, oppure opere originali. Una delle caratteristiche della WKO, proprio grazie alle sua struttura agile e snella, è di potersi dedicare allo studio delle partiture proprio con la cura e perizia proprie della musica da camera.

La WKO è anche impegnata nella diffusione della "musica d'arte" tra i giovani mediante mirati progetti educativi, nonché nella promozione di iniziative attraverso le quali il "fare musica" abbia una precisa valenza sociale.

L'ensemble - di cui Paolo Marzocchi e Carlo Tenan sono rispettivamente il Direttore Artistico e il Direttore Musicale - ha debuttato con successo a Lampedusa nell'aprile 2017 e nel mese di agosto, in occasione del proprio debutto nelle Marche, ha tenuto un concerto speciale al Palazzo Ducale di Urbino.

Carlo Tenan


Carlo Tenan, direttore d’orchestra, pianista, oboista e compositore, avvia la sua carriera di direttore collaborando con Antonio Pappano, Mtislav Rostropovitsch e Lorin Maazel.

Tenan ha diretto alcune tra le più prestigiose orchestre internazionali, e in alcune nella doppia veste di direttore e di compositore.

Nel settembre 2014 incide per la Decca con il tenore Juan Diego Florez.

Fra gli impegni recenti la produzione de Il Barbiere di Siviglia al Teatro Comunale di Bologna, il concerto di apertura della prima edizione del festival di musica barocca 'Purtimiro', l’esecuzione e l’incisione di due sue recenti composizioni: “Biglieobilie” per Clarinetto Basso ed Elettronica, “Jeux de Bleu” per quartetto di arpe.

È Direttore Musicale della WunderKammer Orchestra.

Marco Vergini

Inizia la sua formazione musicale presso il Conservatorio Statale “G.Rossini” di Pesaro, dove debutta come solista con orchestra a soli dodici anni eseguendo il concerto in sol minore di F. Mendelssohn. Studia da principio con il M° Ettore Peretti per poi proseguire dal 1996 con il M° Giovanni Valentini, e successivamente all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola dove si diplomerà nel 2003. Qui ha la possibilità di partecipare in veste di esecutore a master class di importanti musicisti quali A. Lonquich, L. Lortie, M. Dalberto, M. Béroff, L. Howard, B. Petrushansky, A. Jasinski, A. Weissenberg, A. Ciccolini ottenendo i più vivi apprezzamenti.

Si è esibito in importanti sale sia in Italia che all’estero, tra cui il Teatro Malibran di Venezia, la sala “F.Liszt” di Budapest, nella Konzertsaale della Hochschule di Berlino, la Carnegie Hall e l’Università di Musica di Syracuse New York (USA) e nella prestigiosa stagione pianistica della “Roque d’Anthéron” di Lourmarin, partecipando all’esecuzione integrale dei preludi e fuga di D.Shostakovich trasmessi in diretta dalla radio “France Culture”.

Informazioni e prenotazioni: Teatro Rossini, Piazzale Cavour 17, LUGO
www.teatrorossini.it – info@teatrorossini.it

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento