lunedì 26 marzo 2018

Trasporto, esiti indagine e prospettive

Riceviamo e pubblichiamo 

Gli esiti resi noti dall’ indagine customer satisfaction dell’utenza promosso dall’Agenzia mobilità romagnola nata appena un anno fa, sono incoraggianti e, nel complesso, fanno emergere  un giudizio sul servizio fondamentalmente positivo.



Certamente va messo nel conto come il risultato del citato monitoraggio diretto ai clienti non sia privo di autoreferenzialità, tuttavia, stando ai numeri il giudizio appare buono.

Ma oltre a quest’analisi, va tenuto conto una questione di estrema importanza. Vale a dire l’approvazione del Patto del trasporto pubblico  valido per il triennio 2018-2020 in cui sono coinvolti, oltre alla regione , la città metropolitana di Bologna, tutti i Comuni e le agenzie per la mobilità.

Nello specifico si tratta di un articolato con obiettivi ambiziosi ma fondamentalmente giusti basati  da una parte sul presupposto di attuare una serie di misure volte al risanamento della qualità dell’aria al fine di ridurre i livelli degli inquinanti sui territori, dall’altra il Patto ha come finalità quella di  migliorare e potenziare i servizi in una logica di incentivazione  della mobilità pubblica.

Da queste scelte strategiche per il triennio 2018-2020  non certo nuove ma sicuramente  imprescindibili, nel Patto in questione  si declina tutta una serie di monitoraggi, analisi, messa in campo di strumenti di pianificazione e proposte, con  interventi tesi a individuare soluzioni migliorative per incrementare l’ attrattività dei servizi anche attraverso il  miglioramento del rapporto ricavi – costi.

In particolare per il raggiungimento degli obiettivi riguardanti la  qualità dell’aria, sono definiti i seguenti parametri: vale a dire  aumentare del 10% i passeggeri trasportati su gomma, aumentare  del 20% quelli che viaggiano su ferro oltre ad un incremento in grado di raggiungere analoga percentuale di quelli totali per spostamenti in bicicletta.

Invece sul secondo filone riguardante le azioni volte a soddisfare la domanda di mobilità nelle aree urbane, prima di tutto si punta sul rinnovo del parco veicolare a basso impatto,  sul  miglioramento della velocità dei mezzi, sulla realizzazione di corsie preferenziali e ‘semafori intelligenti’, oltre alla  riqualificazione e accessibilità delle fermate con zone di interscambio ferro-gomma-bici-parcheggi per facilitare, appunto, l’intermodalità.

Ravenna, dunque, è soggetto direttamente interessato a questo Patto, ma, soprattutto, è chiamato a dare attuazione alle linee politiche programmatiche in esso contenute per migliorare il proprio servizio di trasporto pubblico, ma anche per incrementare l’offerta dei treni regionali della tratta Bologna – Ravenna e di quelli  al servizio delle località minori, senza dimenticare l’infelice linea per Ferrara.

In ultima analisi, il forte limite di questi protocolli d’intesa non sta nei contenuti e negli obiettivi – in larga parte giusti e condivisibili, - ma soprattutto sulla difficile attuazione delle linee d’indirizzo stesse.  In altre parole, il timore resta quello di  avere di fronte un ottimo e articolato documento programmatico pieno  di buoni propositi che finiscono, spesso,  per non essere attuati e rubricati, quindi, come un interessante libro ricco di buone intenzioni. 

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale ”Civici” Ravenna
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