giovedì 29 marzo 2018

Un'eccellenza lughese

Guido Marzari
di Arrigo Antonellini


Il primo lughese a conoscere la nobile arte, Francesco Baracca
Medaglia d'oro alle Olimpiadi, quelle del 1966, ad Atlanta, non consegnata a lui, ma ai cinque spadisti che guidò sul gradino più alto del podio.

Oggi maestro sulle pedane della gloriosa Società Schermistica, fondata nel 1948 da Achille Antonellini e da lui presieduta per trent'anni, oggi nella nuova sala del Palazzetto dello sport.

Un'esperienza, una parte della vita di Guido Marzari da raccontare ai ragazzi, agli sportivi, ai concittadini.

Perchè la scherma e non il calcio o un altro sport, quanti anni avevi?

Inizio tardi per i canoni della scherma, in prima liceo nel settembre del 1962, "curioso" per le belle ragazze che frequentavano la palestra, in una cantina allora, in via garibaldi, con gli insegnanti, lo stesso Antonellini e Serafino Penazzi.



Il primo da destra
Il tuo curriculum da schermidore?
Sono stato un terza categoria di fioretto e di spada, ho vinto diversi campionati regionali e discreti risultati a livello nazionale.

Perchè appendesti la spada al chiodo, ancora giovanissimo, decidendo di fare il maestro?

Mi resi conto che non avrei potuto recuperare il gap fra me e gli atleti più forti a livello nazionale, sentivo di avere delle attitudini quindi decisi di darmi all'insegnamento. Avevo 20 anni e sono stato, per quegli anni, uno fra i maestri più giovani, e questo, poi, ha pagato.


Con quale percorso di vita arrivasti al diploma di maestro, ottenuto quando? Quanti anni avevi? 


Ebbi una delle tre borse di studio della FIS (60.000 lire al mese per tre anni ), andavo tre giorni alla settimana a Milano alla Sala Mangiarotti dove prendevo lezione dal grande Edoardo Mangiarotti e mi esercitavo con gli schermidori più giovani; partivo alle 9 di mattina e tornavo alle due di notte (tante notti nella panchina della stazione di Castel Bolognese), il martedi/giovedi/sabato allenavo a Ravenna. 


In estate andavo in Polonia, Ungheria, Francia per vedere i metodi dei maestri di queste nazioni. Per mantenermi compravo caviale dagli schermidori russi e li vendevo ai ristoranti del milanese.


Inoltre ho fatto diversi corsi in Italia organizzati dalla FIS. Sono diventato maestro nel 1975 ottenendo il voto più alto di quella sessione.


Hai anche lavorato nella tua vita, non c'è stata solo la scherma, che
studi hai fatto, che lavoro hai fatto? 


Nel settembre del 1975, inizio a dare esami alla Facoltà di Agraria di Bologna perchè volevo rendermi indipendente economicamente dalla scherma perchè volevo fare ciò in cui credevo e non essere condizionato da dirigenti/genitori. Mi laureo con 110/110 e lode ed inizio ad insegnare all'Istituto Prefessionale dell'Agricoltura a Faenza. Avevo 27 anni quando divento maestro e 30 quando mi laureo.


Dopo il diploma di maestro di scherma dove hai insegnato scherma?

Dal 1970 al 2013 sono stato il maestro del Circolo Ravennate della Spada che ho portato ai massimi livelli nel settore giovanile, poi tutti andavano all'università fuori Ravenna e li perdevo. Ho avuto anche esperienze a Bologna, Forlì, Faenza, Lugo che erano in difficoltà per assenze momentanee di maestri.




Perchè la Federazione ti ha scelto per essere il tecnico della nazionale? Il maestro di una palestra sostanzialmente di provincia come Ravenna piutttosto che il maestro di una grande società?

Dal 1982, grazie ai risultati dei miei allievi ravennati, la FIS mi ha inserito nello staff tecnico come allenatore in seconda, mi hanno notato, hanno soprattutto notato la mia fermezza morale ed onestà (non ho mai spinto per un mio atleta) e, nel 1975 licenziarono il CT di allora e venni nominato; ebbi notevoli problemi da parte dei clubs storici, ma tutta la squadra si schierò con me e non mi "ruppero più le palle", ma il primo anno fu veramente duro, mi fecero la guerra ma io sono determinato e non mi impressionai ed andai avanti con la mia onestà.



Continua domani.....

Guido Marzari e Arrigo Antonellini

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