sabato 24 marzo 2018

Volgete lo sguardo fuori, cercate energie nuove

Il consiglio di Guido Tampieri membro dell'ex Governo Prodi



Partiamo dall'uso del termine nuovo, nella politica di oggi.

Nuovo era Renzi, e il Pd ha stravinto. Nuovo è Di Maio e i 5Stelle hanno stravinto.

Cambiamento, novità sono le semplici parole con cui oggi in politica si vince.

Ed ora il termine fuori.

Il consenso di chi è dentro, il loro indice di gradimento, quello dei partiti, è quasi a zero. 

Non a caso i 5Stelle si presentano come Movimento, anche se più o meno adesso sono un partito, più o meno così anche Salvini...

Andare fuori, non a caso per Tampieri, ricorda troppo il passo indietro della politica, dei politici, e il passo avanti della società civile di Prodi, dell'Ulivo. Bei tempi per la sinistra... 

Una sinistra che va preso atto non esiste più (vedi il risultato disastroso di Liberi e Uguali) come la destra, oggi si votano le persone, i leader, le persone verso le quali si ha più fiducia.

Fu il tempo in cui D'Alema disse basta, "E' ora che la politica torni alla politica", con la morte dell'Ulivo, con il Pd dal 40% al 18....

Cercare energie nuove, sì, ma in modo intelligente, produttivo, credendoci sino in fondo.

Prima di tutto ovviamente affidandosi sempre e comunque alle decisioni dal basso, della società civile, appunto, degli elettori con le Primarie

Poi, non cercando militanza, tesseramento, tentativo inutile, ma offrendo ruoli decisionali a tutti i livelli, decisionali nel partito e nelle Istituzioni, a persone conosciute e stimate della società civile.

Facendolo con umiltà. Sì, è tempo di usarlo finalmente questo termine, l'umilità, per chi in pochissimi anni ha più che dimezzato i suoi consensi, l'unica dote che un renziano come me non riconosceva all'ex leader del nostro partito.

Persone, e ce ne sono, che sentano il piacere di metterci la faccia per il bene della loro comunità, del loro prossimo. 

Incredibile, non sarebbe nemmeno una novità, c'erano, eccome, nelle Istituzioni, nei gruppi consiliari, gli indipendenti, i non iscritti al partito ed erano proprio quelli che davano il contributo più rilevante per il bene della loro città.

Arrigo Antonellini

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