venerdì 13 aprile 2018

Baracca non è mai stato particolarmente amato dal partito che ha governato Lugo

Nel 1988 venne a Lugo il Presidente del Senato
di Roberto Drei


In data 25 gennaio 2018, depositavo in Comune un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, per avere notizie sul calendario delle iniziative predisposte dalla Giunta comunale per celebrare il centenario della morte di Francesco Baracca.

Nella interrogazione, sollecitatami da diversi lughesi che lamentavano l’assenza di notizie sulla importante ricorrenza, chiedevo anche di sapere per quali ragioni non si fosse ritenuto opportuno inserire nel Comitato promotore, costituito appositamente per studiare le iniziative da mettere in calendario ed insediatosi nel luglio del 2017, un rappresentante per ogni gruppo politico presente in Consiglio comunale.

A sostegno di tale tesi scrivevo che: “…la figura di Francesco Baracca è un patrimonio collettivo dell’intera città, nel quale tutte le estrazioni politiche e culturali di Lugo si riconoscono”.

La risposta alla mia interrogazione è arrivata in data 14 marzo 2018, 47 giorni dopo la sua presentazione; in altri termini ben oltre il mese entro il quale, stando al Regolamento del Consiglio comunale (art. 43), dovrebbero essere fornite le risposte.

Da notare, inoltre, che il programma delle iniziative predisposte per la celebrazione del centenario della morte di Francesco Baracca era stato, nel frattempo, illustrato nel corso di due conferenze stampa, tenutesi il 19 febbraio e l’8 marzo.

Ma alla interrogazione del consigliere della lista civica “per la Buona Politica”, Roberto Drei, si risponde, solo il 14 marzo, dando un chiaro segnale della “considerazione” che il sindaco e la Giunta gli riservano!

Infine, a giustificazione del mancato inserimento nel Comitato promotore, dei rappresentanti dei gruppi consiliari, si scrive: “La proposta di programma delle celebrazioni è un proposta culturale di cui la Giunta si assume legittimamente la responsabilità, così come per ogni altra proposta culturale”.

Ergo, precisano, non si è ritenuto opportuno coinvolgere nel Comitato promotore, i rappresentanti dei gruppi consiliari.

Ma di cosa si aveva paura? Nessuno aveva intenzione di espropriare la “responsabilità culturale” della Giunta, anche se qualche volta, ad onor del vero, ciò sarebbe più che utile per loro e per la città!

Si intendeva solo dare un contributo in termini di idee e proposte.

Francesco Baracca ed il suo mito non sono mai stati particolarmente amati dal partito che ha governato Lugo, ininterrottamente e senza soluzione di continuità, dal 1946 ad oggi.

Vuoi perché era nota l’appartenenza di Baracca alla massoneria, vuoi perché l’eroe lughese proveniva da una famiglia benestante e nobile da parte di madre.

Di segno opposto è sempre stata, al contrario, la stima ed il rispetto che i lughesi hanno nutrito ed ancora oggi provano nei confronti di Francesco Baracca e delle sue straordinarie imprese.

Sono decine le società sportive che portano il suo nome e quando rispondendo a chi ci chiede da dove veniamo, diciamo che siamo di Lugo, sono tanti quelli che collegano immediatamente Lugo a Francesco Baracca.

Per essere ancora più espliciti Lugo è conosciuta, in Italia e fuori, perché è la città che ha dato i natali a Francesco Baracca.

Personalmente mi ritengo fortunato perché nel corso della mia esistenza potrò dire di avere preso parte sia alle celebrazioni per il centenario della nascita di Baracca che si tennero nel 1988 (Baracca era nato nel 1888), sia a quelle che si terranno il 19 giugno di quest’anno, per il centenario della morte, avvenuta nel 1918.

Due importantissime celebrazioni che tuttavia evidenziano, a mio giudizio, un approccio diverso, frutto evidentemente di quanto fatto e messo in atto nelle due diverse ricorrenze.

Con questo ci tengo a precisare che la mia non è una critica al programma per le celebrazioni del centenario della morte che culmineranno nella commemorazione che si terrà il 19 giugno prossimo venturo.

Ho già detto e lo ribadisco che vanno ringraziati, in modo particolare, sia il direttore del Museo Baracca, Daniele Serafini, sia Mauro Antonellini, presidente della Associazione “La squadriglia del Grifo” e profondo conoscitore della vita e delle gesta di Francesco Baracca, per il contributo fattivo dato nella predisposizione del programma delle iniziative per le celebrazioni del centenario della morte di Francesco Baracca.

Ma come persona che ha sempre vissuto a Lugo, non posso esimermi dal fare presenti alcuni interventi che avrebbero potuto essere realizzati se solo si fosse partiti per tempo, o se si fosse prestata una maggiore attenzione al riguardo.

Si sarebbero dovuti avviare, ad esempio, contatti con le Poste italiane per ottenere l’emissione di un francobollo commemorativo, considerata l’importanza della celebrazione sul piano storico nazionale.

L’Amministrazione comunale avrebbe potuto fare stampare dei manifestini a ricordo della celebrazione, da fare affiggere in tutti i negozi e gli esercizi pubblici e privati di Lugo in modo da ricordare, a lughesi e non lughesi, l’imminenza della ricorrenza.

Stessa cosa si sarebbe potuta realizzare con degli striscioni, delle plance stampate, da collocare all’ingresso delle 4 vie principali di Lugo che conducono in centro.

Lo si è fatto per Purtimiro e, a maggior ragione, lo si sarebbe dovuto fare per Francesco Baracca.

Si poteva e, sottolineo, si doveva dare vita ad un Comitato d’Onore, come fu istituito nel 1988, da affiancare al Comitato Promotore.

Grazie all’intervento del Pri di Lugo e del compianto e caro amico Luigi Botti, riuscimmo a fare venire a Lugo la seconda carica dello Stato, l’allora Presidente del Senato, Giovanni Spadolini, che intervenne in piazza a commemorare il centenario della nascita di Francesco Baracca.

Questo tanto per dimostrare a chi non vuole ascoltare, perché andavano coinvolti anche i rappresentanti dei gruppi presenti in Consiglio comunale, perché quando si lavora per valorizzare il prestigio ed il nome della nostra città, la collaborazione da parte di tutte le forze politiche locali va ricercata, deve essere bene accetta e non deliberatamente scartata!

Ma allora erano altri tempi.

Il sindaco di Lugo era Domenico Randi ed il Presidente della Provincia si chiamava Adriano Guerrini. 

Roberto Drei
Consigliere comunale del gruppo “per la Buona Politica”

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