martedì 3 aprile 2018

Evidente inerzia del Comune di Lugo

Riceviamo da Silvano Verlicchi Capogruppo di Per la buona Politica e pubblichiamo

E’ da molto tempo, posso affermare da quando è iniziata la consigliatura, che il gruppo Consigliare Per la Buona Politica presta minuziosa attenzione alla problematica della gestione dei rifiuti e alla conseguente tariffazione – Tari – da imputare a cittadini e imprese.
Abbiamo presentato, nel tempo, cinque interpellanze finalizzate a ottenere informazioni di dettaglio e chiarimenti su alcuni aspetti del processo che sostiene la definizione della tariffa. Mi riservo di argomentare più specificatamente allorquando interverrò sulle risposte forniteci per le interpellanze presentate.

Per quanto attiene alla delibera in esame, è con convinzione, fermezza e con un certo sdegno che preannuncio un voto contrario, motivato ampiamente da diverse considerazioni.

La pianificazione economica, che ogni anno costituisce la base della Tari, è sintetizzata in un documento denominato PEF (Piano Economico Finanziario) che il Consiglio locale di Atersir (Agenzia Territoriale Emilia Romagna Servizi Idrici e Rifiuti), composto da tutti i Sindaci della Provincia di Ravenna, esamina e valuta esprimendo un parere; successivamente, è oggetto di approvazione da parte del Consiglio d’ambito di Atersir, composto dal rappresentante di ogni provincia di regione e città metropolitana.

Abbiamo esaminato tutti i Pef dall’anno 2015 al 2018, ovviamente del territorio ravennate; la caratteristica che li accomuna è quella di un arido documento tecnico, stringato, privo di qualsivoglia piccolo elemento che faccia intendere la posizione assunta dai sindaci in riferimento alle complesse problematiche che, in quanto tali, sono normate e che nel tempo però devono essere affrontate per una gestione rifiuti orientata anche a preventiva sperimentazione.

Nei Pef di altri territori la sperimentazione del “ nuovo” è prevista e indicata, vi sono contenute precisazioni, osservazioni e proposte che illustrano le azioni che alcuni comuni hanno attuato per migliorare i processi o per dare seguito a linee innovative contemplate dalla normativa nazionale e regionale e per giungere così alla diminuzione delle tariffe per i loro cittadini.

Per Ravenna e quindi per il comune di Lugo niente di tutto ciò da anni. Perché? Ho immaginato di dare risposta a questa domanda rappresentando idealmente un cartello con sopra scritto a caratteri cubitali: “Non parlate e non disturbate il conducente” che ovviamente avrete capito trattasi di Hera. Il ruolo che il comune dovrebbe rivestire, almeno in seno ad Atersir, è silente e invisibile posto che nel tempo mai alcuna sollecitazione è stata avanzata.

Proseguo. Dal 2015, la base del Pef è sempre via via aumentata per cui il 2018 presenta un aumento complessivo del 6% pari a 357.182 euro. La percentuale dell’importo inesigibili è passata inoltre dal 3,52 % del 2015 al 4,80 del 2017 per ridursi nel 2018, anche se quanto evidenziato dai documenti contabili prodotti dai servizi finanziari attesta un forte incremento dei mancati incassi sia per omessi pagamenti sia per infedeli denunce. Ma attenzione, i conti sono in equilibrio perché il FCDE ( Fondo Crediti Dubbia Esigibilita’) previsto in bilancio ,è lievitato a euro 743.966, importo pari alla ristrutturazione di metà del Pavaglione.

Se poi si passa all’esame della statistica dell’andamento produzione rifiuti nel nostro comune, posto che è leggermente diminuito il numero dei residenti e delle imprese attive, si può riscontrare che la produzione totale dei rifiuti stimata per il 2018 è equiparabile a quella dell’anno 2012, con diminuzione della indifferenziata a favore della differenziata ponendo Lugo , per merito esclusivo dei suoi cittadini, in buona posizione in ambito provinciale.

Preciso, per ulteriore chiarezza, che il territorio della provincia di Ravenna, purtroppo, si colloca all’ultimo posto in regione per la raccolta differenziata. Quindi gli aumenti dei Pef, al netto della percentuale prevista dall’incremento Istat, sono a beneficio esclusivo del gestore senza che il comune di Lugo abbia come contropartita maggiore e miglior servizio per produrre, come effetto positivo, una minore produzione di rifiuti.

Altri comuni, al contrario, si sono visti riconoscere da Atersir significativi abbattimenti del montante base per le tariffe, al seguito di riorganizzazioni mirate e concordate con il gestore per la riduzione della produzione rifiuti che si sono tradotte in incentivi per la trasformazione dei servizi, per la realizzazione di centri comunali del riuso, per studi di fattibilità della tariffa puntuale, tutto ciò denominato da apposita normativa in Linee di finanziamento per comuni virtuosi.

La diminuzione del carico tariffario è andata a beneficio dei cittadini e delle imprese; l’impegno corale della comunità ha realizzato parte degli obiettivi previsti dalla normativa regionale, seppur nell’attesa dei bandi per l’affidamento del servizio per alcune realtà già banditi.

Avrei ancora molto da aggiungere perché la materia è ricca di spunti e sollecitazioni, ma mi limito a ribadire che in presenza di evidente inerzia e mancata propositività, di un atteggiamento di perdurante delega di compiti propri, codesta amministrazione dimostra di non essere in grado di definire adeguatamente gli obiettivi specifici che deve raggiungere in materia gestione rifiuti e pertanto il voto del gruppo consigliare Per la Buona Politica sarà nettamente contrario.

N.B. Comuni virtuosi Linea di finanziamento A: Casalecchio, Granarolo E., Molinella, Sasso Marconi, Zola Predosa, Forlimpopoli, Codigoro, Copparo, eccetera ; Comuni virtuosi per trasformazione servizi-Linea finanziamento B1: Cattolica, Riccione, Bertinoro, Forlì, Comacchio, eccetera.

Il Capo Gruppo Consigliare Per la Buona Politica Silvano VERLICCHI

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