venerdì 13 aprile 2018

Il patto per la sicurezza

Riceviamo e pubblichiamo


Nel Salone estense della Rocca di Lugo è stato sottoscritto il Patto per la sicurezza urbana per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. 




Il Patto è stato firmato da tutti i sindaci dei nove Comuni della Bassa Romagna e dal Prefetto di Ravenna Francesco Russo. 

Alla cerimonia erano inoltre presenti il Questore di Ravenna Rosario Eugenio Russo, il Comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Roberto De Cinti, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Andrea Fiducia, la comandante della Polizia provinciale di Ravenna Lorenza Mazzotti, il comandante della Polizia municipale di Ravenna Andrea Giacomini, la comandante della Polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Paola Neri e rappresentanti di tutte le forze dell’ordine locali e delle forze economiche e sociali; erano inoltre presenti il senatore Stefano Collina, l’onorevole Marco Di Maio, il consigliere regionale Mirco Bagnari e il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani.

Dopo i saluti di apertura del sindaco Davide Ranalli, vicepresidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, sono intervenuti il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Luca Piovaccari; il sindaco con delega alle Politiche per la sicurezza dell’Ucbr Daniele Bassi; il Prefetto di Ravenna Francesco Russo.

“La sicurezza non è un dato che può determinare solo allarme, è una questione che va affrontata seriamente - ha dichiarato il sindaco Davide Ranalli -; ciascuno, per il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve mettersi a disposizione di qualcosa di più grande, e in questo senso oggi amministrare diventa sempre di più una missione. Uno dei sociologi più importanti del nostro tempo, Giuseppe De Rita, ha definito questa società contemporanea come la ‘società del rancore’; e in una società del rancore non c’è più posto per nessuno. Dunque, sottoscriviamo questo patto perché vogliamo recuperare la fiducia che si è perduta e fare in modo che il rancore non abbia il sopravvento, perché su un tema importante come la sicurezza la società non può e non deve essere divisa. Questo patto, frutto della capacità degli amministratori locali di fare squadra e dialogare con l’esterno, racchiude la visione della società che vogliamo traghettare nel domani”.

“Vi sono comportamenti che possono influenzare la visione della sicurezza, come quelli che rientrano nell’inciviltà, gli atti di vandalismo, o il degrado urbano - ha sottolineato il sindaco Daniele Bassi -. Elementi che non sono propri della criminalità, ma che godono di alta visibilità sociale e influenzano il senso di sicurezza dei cittadini. La firma di questo documento conferma pazienza e tenacia nel muoverci verso una prevenzione anche di queste tematiche, e due sono le parole chiave: responsabilità e convivenza. Perché è con il senso di responsabilità che si definiscono regole di convivenza condivise. La sicurezza è declinata al plurale: vi sono la sicurezza pubblica, quella urbana, sanitaria, ambientale, stradale, e per includere tutto questo il patto si declina su tre direttive: la tutela dell’ordine pubblico, il contrasto a fenomeni di criminalità e comportamenti che pregiudicano l’ambiente urbano o disturbano la convivenza civile; i problemi connessi ai mutamenti demografici e quindi la morfologia sociale. Il patto concorre a promuovere la sicurezza come diritto primario dei cittadini e ad alzare non solo la percezione, ma la qualità della vita di tutti”.

“Investire sulla sicurezza significa per noi investire anzitutto sulla cultura della legalità - ha specificato il presidente Luca Piovaccari -, e in questa convinzione le scuole giocano un ruolo fondamentale, siccome è a scuola che si costruiscono i cittadini di domani. Se la cultura della legalità diventa veramente il filo conduttore di tutto quello che facciamo, allora questo è il migliore anticorpo affinché comportamenti illegali non trovino qui terreno fertile per svilupparsi. Intendiamo continuare a investire sulla cultura della legalità e su tutte le azioni necessarie per contrastare la criminalità organizzata e tutti quei fenomeni che indeboliscono il tessuto sociale-economico: l’abusivismo, il lavoro nero, la dipendenza patologica da gioco d’azzardo, l’usura, la violenza di genere; tutti fronti sui quali siamo attivamente impegnati. La sicurezza deve essere affrontata coordinando gli sforzi, e per questo ringrazio il Prefetto, che ha sempre dimostrato una grande capacità di regia e grande concretezza, pragmatismo e vicinanza al territorio, con la consapevolezza che su questi temi prima di tutto bisogna coinvolgere e tenere insieme i territori. Questo patto, insieme al Patto per lo sviluppo del territorio siglato pochi giorni fa, sono in sintesi patti di una comunità consapevole e partecipe, nella quale ci si propone di garantire prospettive di crescita alle persone che qui abitano e lavorano, per poter costruire qui progetti di vita e di lavoro; questo lo possiamo fare se continueremo a lavorare tutti insieme nella stessa direzione”.

“Sono rimasto fin da subito favorevolmente impressionato dal profondo spirito di collaborazione che anima questa Unione - ha dichiarato il Prefetto Francesco Russo nel corso del suo intervento -, composta da territori che hanno ciascuno una storia importante alle spalle, ma che riescono in maniera molto ben organizzata a portare avanti un lavoro comune, rendendo più semplice il lavoro alle forze di polizia; con i sindaci la prefettura è stata protagonista di incontri svariati, con continue verifiche e aggiornamenti: un lavoro costante, segno ulteriore della sensibilità e attenzione del territorio; questo patto completa quindi un’attività molto impegnativa svolta in questi anni. È chiaro comunque che i protagonisti fondamentali, imprescindibili di questa attività sono tutte le forze di polizia, statali e locali, a cui va il più sincero ringraziamento. In questo territorio c’è un lavoro di squadra molto importante e un grande lavoro di repressione della criminalità. La congiuntura sociale attuale deve spingere le istituzioni a sviluppare sempre di più un’attività propositiva e a fare in modo che ciascuna componente abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, dando risposte ai cittadini in maniera positiva e propositiva. Questo lo possiamo ottenere attraverso la collaborazione, suggellata in questo patto, così come nella nostra azione quotidiana”.

I “Patti per la sicurezza” sono accordi di collaborazione e di solidarietà stipulati tra Stato ed enti locali che prevedono l’azione congiunta di più livelli di governo e la promozione di interventi, anche in via sussidiaria e nell’ambito delle responsabilità di ciascuno, per rendere effettivo il diritto alla sicurezza.

L’obiettivo del Patto, così come avviene anche in altri territori, è quello di eliminare progressivamente le aree di degrado e di illegalità, nel rispetto delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza, ottimizzando le integrazioni con le politiche di sicurezza delle autonomie territoriali e impegnando maggiormente le polizie locali.

In adesione alle linee di indirizzo tracciate nei documenti per la sicurezza, si intende dare seguito a una intesa comune di base mirata a favorire la collaborazione tra i soggetti firmatari mediante la definizione strategica e condivisa di linee sinergiche di azione.

I soggetti firmatari si impegnano a promuovere azioni integrate volte al miglioramento della sicurezza pubblica e della sicurezza urbana, attraverso il potenziamento del controllo del territorio e del contrasto dei fenomeni delittuosi e delle criticità urbane, azioni che saranno sviluppate, in una logica di leale collaborazione istituzionale, lungo le direttrici fondamentali concordate in apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in coerenza con le direttive emanate sull'argomento dal Ministro dell’Interno. Esse comprendono in particolare: l contrasto delle criticità urbane anche tramite il “controllo di vicinato”; l’impiego di nuove tecnologie innovative per il controllo del territorio, con particolare riferimento al sistema di lettura targhe; l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza delle aree dei territori comunali o infra-comunali, per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria e delle attività soggette a rischio, anche tramite la mappatura dei sistemi di videosorveglianza pubblici e/o realizzati con progetti di partenariato sviluppati con altri soggetti privati; l’interconnessione delle sale operative della polizia locale con le sale operative delle forze di polizia; lo scambio informativo tra la polizia locale e le Forze di polizia presenti sul territorio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per gli aspetti di interesse comune, ferme restando le rispettive attribuzioni istituzionali; l’attività di controllo da parte della Polizia locale in materia di autotrasporto pesante sulla viabilità ordinaria.

Per ulteriori informazioni, contattare il Servizio Comunicazione dell’Ucbr al numero 0545 38345, email comunicazione@unione.labassaromagna.it.

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