lunedì 9 aprile 2018

Se ci sei, batti un colpo!

Ci sarebbe bisogno come dell'aria di riformismo solidale
di Tiziano Conti


Esiste ancora "quel" Partito democratico preconizzato da Prodi con l'Ulivo e tenuto a battesimo da Veltroni al Lingotto?

O forse quel progetto di dare forma a un grande partito progressista contemporaneo, che raccolga il meglio del riformismo novecentesco ma mescolandolo e rivitalizzandolo con più attuali e più fresche suggestioni, è morto poco dopo la culla?

L'ambiente, anche per ridare slancio allo sviluppo, i nuovi diritti, un'idea di cittadinanza più inclusiva e non più fondata solo sul lavoro.

Come è successo che in appena dieci anni si sia cancellata, insieme a milioni di voti segno di un consenso largo e vitale nella società, anche l'intuizione quasi profetica da cui il Pd era nato: l'idea che il nuovo riformismo europeo di Blair, Prodi, Schröder sia adatto ad affrontare i problemi e le sfide inediti del nuovo millennio, dalla globalizzazione che riduce i poveri nei paesi emergenti e li fa crescere a casa nostra, ai cambiamenti climatici che impongono un approccio radicalmente innovativo alla dimensione dell'agire economico?

Il Pd di questi ultimi tempi ha confuso la leadership con l'obiettivo di cancellare ogni intermediazione tra leader e "popolo", ha finito di sciogliere la vecchia forma-partito senza sostituirla con niente altro.

Eppure ci sarebbe bisogno come dell'aria di una forza politica moderna che si aggreghi in forme diverse da quelle del “secolo breve”, ma senza cadere nella trappola di una finta democrazia diretta, in realtà governata da centri sempre più nascosti.

Avremmo bisogno come del pane di una forza politica che sappia affrontare la crisi del lavoro senza inseguire ricette del passato, ma restando fedele alla "missione" di combattere le diseguaglianze, che sappia mettere al centro del suo impegno l’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

Il Pd è in difficoltà, ma le ragioni storiche che dieci anni fa lo fecero nascere sono invece sempre attuali. Su di esse va costruito in fretta qualcosa di credibile e di solido per tanti che cercano una "buona politica", che non hanno ancora mai votato, che non votano più, che per disperazione hanno votato altro.

E anche per coloro che avevano creduto all’idea di un “riformismo solidale”.

Tiziano Conti

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento