mercoledì 4 aprile 2018

Situazione insostenibile nel Consiglio della Romagna Estense

La denuncia del M5S 

In veste di Vicepresidente del Consiglio, oltre che di Consigliere Capogruppo e Presidente di commissione Garanzia, ho inoltrato al Presidente dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna e al Presidente del consiglio, una lettera denuncia sullo stato moralmente avvilente in cui versa il Consiglio dell’Unione come contesto politico-istituzionale.
Da tempo l’aria che si respira dentro a questo consesso, per molti cittadini lontano e sconosciuto, è diventata pesante oltre la misura accettabile e il grido di denuncia che lancio ai Presidenti è chiaro: così non è più possibile andare avanti.

Lo svilimento e il tracollo in cui è rovinosamente scivolato il consiglio dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna e come lo stesso non rappresenti più quell’organo che viene finanziato per essere il luogo del confronto politico, dell’amministrazione pubblica e della garanzia di democrazia che si auspicava di ritrovare nel suddetto consesso, non può più essere un fatto considerato accidentale e secondario. 

Ho denunciato che ormai l’insulto, gli attacchi personali, e i tentativi di demolire con prepotenza gli esponenti, in particolare, dei gruppi di opposizione, hanno preso il posto di quella che dovrebbe essere la normale dialettica sui temi in un consesso istituzionale, e francamente come esponente politico, oltre ad essere profondamente avvilita da tutto questo, sono sempre più convinta che un consiglio che si riduce a questo spettacolo sia un consiglio che perde la propria credibilità politica.

Il continuo e instancabile rumorio che arriva da alcuni banchi di maggioranza mentre gli esponenti di opposizione parlano, gli interventi fuori microfono per interromperli, le prese in giro, i sogghigni, addirittura gli attacchi personali, atteggiamenti irrispettosi e fuori regolamento, sono il pane quotidiano che le forze di opposizione sono costrette amaramente ad ingoiare senza sosta ad ogni incontro.

Di fatto un consiglio di questo tipo non rappresenta né i cittadini né la pluralità politica ma solo il centro di un potere che non contempla né di essere contraddetto né il diritto di opinione politica diversa dalla parola suprema che viene imposta ai gruppi di minoranza da chi si fa forte di un numero maggiore di bocche che urlano, in un contesto grottesco e mortificante.

Non ultimo lo spiacevole e triste episodio accaduto all’ultimo consiglio dell’Unione dei Comuni che ha visto, ancora una volta, alcuni esponenti di opposizione essere diffamati persino nel momento in cui cercano di addivenire ad un accordo distensivo con la maggioranza.

Gli atteggiamenti screanzati e malevoli che subiamo da tempo, e la tendenza a impedirci l'espressione del nostro pensiero oltre che ad un generale e malevolo atteggiamento di prepotenza, a volte persino ai danni del Presidente del Consiglio, che quando chiede silenzio e ordine viene ignorato o addirittura travalicato da alcune voci che provengono dai banchi di maggioranza, hanno evidenziato come fosse giunto il momento di chiedere una svolta considerevole.

Tanto dovevo come esponente di minoranza ai colleghi e tanto dovevo al consiglio come organo garante.

Come gruppi di minoranza abbiamo provato più volte ad addivenire a chiarimenti, abbiamo speso tempo a discutere, abbiamo dato tutta la nostra disponibilità nel tentativo di portare avanti una politica genuina e sana e di accuse personali e sgradevoli non ne accettiamo più.

Tanto meno di molestie mirate e di maleducazione reiterata mentre parliamo al microfono o mentre facciamo quello per cui abbiamo ricevuto un mandato rappresentativo.

Se il contesto in cui si intende lavorare è questo, è nostro dovere denunciare pubblicamente, anche alla cittadinanza, che il Consiglio dell’unione non rappresenta alcun pluralismo ma porta con sé solo le tristi speculazioni personalistiche di chi sgomita per far fuori l’avversario politico con colpi bassi, caos, confusione e tormenti mirati.

Personalmente questo non è lo stile e il modo di far politica serio che contemplo. Ognuno tiri le proprie conclusioni, ma un ambiente malsano e animoso, vendicativo e invidioso, non è il motivo per cui ci siamo candidati per rappresentare i cittadini.

Faccio parte di questo consiglio e non mi riconosco in questi metodi .

Pur riconoscendo gli sforzi fatti dal Presidente del Consiglio nel tentativo di stemperare tensioni e addivenire a chiarimenti, non posso non rilevare che la pazienza è terminata. Se non sarà il rispetto, la correttezza e la decenza a fermare tutto questo, sarà il tempo ad essere galantuomo e a dare i suoi frutti.

Ilaria Ricci Picciloni
Consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle presso l’Unione dei comuni della Bassa Romagna 

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