martedì 24 aprile 2018

Un matrimonio che s'ha da fare....

Giusto così

Partiamo dal Molise con il PD al 9 per cento, meno di un elettore su 10!

In Molise era stato un disastro il 15 per cento del 4 marzo, Domenica scorsa addirittura altri sei punti in meno!


Ma scontato....

C'è una motivazione, uno stimolo, sul perchè un molisano avrebbe dovuto sprecare il suo personale, importante voto, regalandolo al PD?


Un'alleanza quella tra il Partito Democratico, non il vecchio conservatore PCI sconfitto dagli elettori, ma il nuono partito della sinistra, del rinnovamento della Politica e il Movimento ancora del rinnovamento del Paese, del sostegno agli ultimi senza lasciare indietro nessuno con il reddito di cittadinanza, della difesa del pubblico nei servizi, dell'abolizione dei privilegi, dell'eliminazione degli sprechi, che andava fatta cinque anni fa.

Non ci sarebbe stata la riesumazione di Berlusconi ed Alfano.... 

Ma a guidare il PD allora c'era il "vecchio, conservatore verso il nuovo, Bersani. 

Per lui quelli con cui parlava erano ragazzini che sarebbero scomparsi: sono arrivati al 33 per cento, l'ex suo partito al 18.

Ora l'accordo va fatto non per gli interessi di partito ma per quello degli italiani, dopo aver "fortunatamente" evitato, merito dei Cinque Stelle del clamoroso ritorno al potere di Berlusconi, cui hanno detto no con estrema chiarezza e determinazione.

Per evitare Salvini che dice se lo mettono fuori fa "la marcia su Roma".

E' chiaro che se dicessimo no, prima o poi Berlusconi e Salvini ce li troveremo al governo; è questo che il PD vuole per la sua Italia?

Solo governando con il M5S si potrà contrattare, ridurre il più possibile che facciano cose contro il bene del Paese.

Sono giovani, "non laureati", ma ben un italiano su tre li ha votati nella ormai voglia di cambiamento ogni volta che si vota, bene o male abbia fatto chi ha governato.

Prima, a Di Maio si sono rivolti tanti ex compagni, ora tocca al loro precedente partito seguire il volere, i giudizio insindacabile degli elettori.

Già, primo fra tutti, il bene del paese, se la Politica è servizio al prossimo, non personalismi,  dar vita ad un governo, evitare il ritorno alle urne.

Ma solo il bene del Paese e non anche del nostro partito? 

Torniamo al voto con la responsabilità che abbiamo detto NO, noi che abbiamo sempre criticato chi dice sempre NO?

Con la responsabilità che rimandiamo gli italiani a votare perchè ce ne siamo avuti a male di ciò che ci dicevano i grillini in Parlamento?  

Qualche dirigente del nostro partito ha persino avuto il coraggio per giustificare il no di fare questa profonda valutazione politica.

Cosa ci si aspetta che dica la minoranza alla maggioranza, complimenti, siete bravi.

Il colmo? Italiani andate a votare di nuovo perchè Di Maio non chiede scusa a Renzi, mentre accade anche che si muore investiti, passeggiando per strada!


 Arrigo Antonellini

P.S.
Un sì molto probabilmente ricompatterebbe anche il Partito, uscito Renzi e sostenuto insieme in Parlamento il nuovo governo, ci potrebbe essere il rientro, non male.

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