venerdì 18 maggio 2018

"Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Il lavoro nel 1950 (parte seconda)
di Giacomo Casadio

La città andava ricostruita e l’attività edilizia aveva una precedenza assoluta per far ritornare gli sfollati nelle loro case. Uomini e donne lavoravano insieme nella fornace Gattelli per produrre mattoni, tegole e coppi di cui c’era un’urgente necessità.

I laterizi prodotti venivano dall’argilla ricavata dall’area circostante la fornace, dove, molti anni dopo, furono rinvenuti i resti del villaggio neolitico di circa 7mila anni fa, che in parte giacciono ancora nello stesso luogo sotto l’acqua stagnante.






C’era bisogno di tutto, comprese le sedie per abitazioni e uffici. La ditta SIAM le produceva, impiegando una notevole quantità di manodopera sia maschile che femminile.





Nell’edificio situato fra il Pavaglione e l’albergo San Marco c’era un negozio da barbiere. Il lavoro di barba e capelli aveva una grande richiesta con ampio seguito di clientela. Al servizio dei barbieri c’erano molti ragazzini che per pulire, spazzare e tenere ordine ricevevano una piccola paghetta utile per le loro modeste esigenze.


Giacomo Casadio

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