venerdì 4 maggio 2018

Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Giochi da bar 
di Giacomo Casadio

Nel concetto di gioco esistono varie espressioni differenti che toccano sia i piccoli che i grandi. Se escludiamo i giochi legati allo sport la società lughese manifesta nelle foto di Guerra una notevole disposizione al gioco.


Naturalmente parliamo di gioco sano, divertente, privo di connotati pericolosi per le tasche semivuote del popolo di Lugo, a differenza di quelle ben fornite di denaro di molti personaggi a rischio di rovina economica e familiare, di cui sono povere le cronache ufficiali ma piene quelle delle chiacchiere di paese.

Uno dei giochi più comuni e praticati era il biliardo, fatto di piccoli campioni e grandi schiappe.





Un altro gioco popolare fatto nei bar e nelle osterie utilizzava le carte romagnole. Naturalmente anche in questo caso esistono esempi eclatanti di pericolose ludopatie che sono costate molto care ai soggetti dipendenti. Qui invece siamo alle infinite partite di briscola, tressette, scopa e diversi altri giochi durante il cui svolgimento gli stadi erano molto più silenziosi.


Era un classico ad ogni tavolo di gioco vedere la leccatina del dito per distribuire le carte o aprirle, dimenticando quante altre azioni del genere ne avevano umidificato la superficie plastificata nell’arco della giornata. 


Qui siamo già ad un passo più avanti rispetto alle carte romagnole, cioè le carte da scala. Questo gioco è sempre stato uno dei più diffusi in città e in alcuni bar del centro c’erano assidui giocatori seduti a tavoli su cui volavano molti soldi. Lì però vigeva il silenzio assoluto degli spettatori che rischiavano l’espulsione immediata dal contorno. 



Nei bar si vedeva di tutto. Ci si divertiva con niente e bastava che qualcuno portasse un hula-hoop per scatenare le esibizioni professionali di qualche avventore di fronte ad un pubblico curioso di vedere come andava a finire per poi scatenarsi in un delirio di battute ironiche e ovazioni che sapevano molto di presa in giro.

Giacomo Casadio

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento