giovedì 31 maggio 2018

I cocomeri strampalati....

Riceviamo e pubblichiamo


Caro Francesco, quest’anno ricorre il centenario della tua tragica scomparsa, e noi cittadini lughesi siamo ben lieti di celebrarti al nostro meglio.

Alcuni giorni fa, abbiamo fatto realizzare un murales, forma d’arte che al tuo tempo era sconosciuta, ma che ora va per la maggiore e, devo dire, mi piace molto. 

L’artista ha realizzato un ottimo lavoro, con una poetica gentile e quasi fanciullesca, come probabilmente era anche il tuo carattere. 

Purtroppo pero’, secondo me, ti abbiamo trattato male come collocazione. Infatti, sei finito, come dire, “dietro le sbarre” di una poderosa cancellata, che limita la piena e meritevole fruizione dell’opera e ti fa apparire quasi come prigioniero dell’architettura. 

Alcune settimane fa, segnalai la cosa su un sito di informazione locale, chiedendomi se non ci fossero stati altri muri da dedicarti, e ci fu una persona (firmatasi EF) che, con tono perentorio mi rispose cosi’: “ No forse un altro muro oltre a quello forse non c'era. 

Datti pace “ Datomi pace, che gia’ comunque avevo, ho fatto un giretto ed ho constatato che a 50 metri circa dalla tua collocazione ci sono molti muri disponibili (ti mando le foto in allegato). 

Inoltre, sono muri di una scuola, pubblica, luogo dedicato alla cultura di giovani e meno giovani. Non sarebbe stato meglio utilizzare queste superfici? 

Ma, oltre a questo, oggi ho visto una cosa che trovo difficile commentare. Forse, certe cose, si commentano da se.

Per alcuni mesi vedrai stazionare davanti a te una sorta di istituzione lughese. 

Se non bastasse la famosa cancellata, avrai anche tante frutte di stagione a mo’ di trincea in tua difesa, diciamo cosi’. 

Il curioso, e’ che (come vedi dalla foto) tu appari come involontario testimonial dell’esercizio commerciale, con quella scritta che sembra uscire come un fumetto dalla tua bocca. 

Amato Francesco, perdonaci, siamo un po’ maldestri ma ti vogliamo un bene schietto e sincero. 

Davide

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