mercoledì 16 maggio 2018

I partner stranieri del LILAC si sono ritrovati a Ravenna per una nuova mobilità

Riceviamo da Giovanni Baldini e pubblichiamo


Abbiamo imparato a conoscere in questi mesi il progetto Lilac (Lifelong intercultural learning alliance for change) che consente a diverse scuole europee di visitarsi a turno nelle ripsettive sedi scolastiche.



All’inizio di ottobre di anno scorso, come si ricorderà, il Cpia di Ravenna – Lugo e il Sisam di Ravenna incontrarono l'associazione croata Petit Philosophie, l'associazione ceca Sebespolu, la scuola turca Eskişehir Eti Social Science e l'Università di Bologna, Dipartimento di Lingue straniere, che organizzò l’ennesima mobilità del progetto.

A fine febbraio 2018, si ritrovarono ad Eleksehir in Turchia, mentre la settimana scorsa si sono dati appuntamento a Ravenna, dove il prof. Valentino Montanari (in piedi, a destra bella foto) ha presentato ai partner gli obiettivi e le finalità della SISAM «una scuola accredidata – esordisce Montanari – per la promozione di attività di formazione pedagogica nell’ambito scolastico nonchè iniziative culturali rivolte al proprio territorio e a livello internazionale, che coinvolgono studenti del primo e secondo ciclo di istruzione, docenti, professionisti ed adulti interessati ai linguaggi dell’arte».

La S.I.S.A.M., lo ricordiamo, da anni collabora con il Comune di Ravenna - Servizio Politiche per l’Università e Formazione Superiore, con il C.P.I.A. – Centro Provinciale Istruzione Adulti, che ha la sua sede legale a Lugo, con numerose scuole secondarie di 1° e 2° grado locali, nazionali ed europee. Inoltre ha operato in copiosi partenariati di progetti europei con Enti ed Istituzioni nell’ambito universitario e dell’Alta Formazione, su temi legati all’arricchimento e alla qualificazione del sistema educativo nel raccordo con il territorio locale.

«I percorsi pedagogici previsti – prosegue il professore – si basano sugli eventi storici, (settore scientifico), orientandosi allo studio del Patrimonio com la “P” maiuscola e del linguaggio artistico, ricercando e proponendo metodologie didattiche innovative (settore metodologico). Tali percorsi in particolare si propongono di far conoscere il mosaico e l’affresco (parte pratica – attività di laboratorio), promuovendo seminari teorici e pratici, sull’oggettistica a mosaico, sulla teoria del colore, di storia dell’arte recandosi sui luoghi della memoria.

Il prof. Valentino Montanari ha esordito richiamando le motivazioni filosofiche che ruotano attorno ai linguaggi artistici. Ha sottolineato «che l’arte non s’insegna e non s’impara. S’impara la storia dell’arte, s’imparano le tecniche pittoriche, scultoree, del disegno, ecc. Ma non s’impara a diventare creativi». La scuola insomma svolge un ruolo importante attraverso le didattiche proposte, le quali hanno tutta la forza necessaria per fare scoprire ai discenti le loro potenzialità creative.

Tutto ciò – conclude il prof. Montanari – si inquadra in un «modello di turismo in profondo cambiamento per rispondere ai nuovi bisogni di tempo libero, costruito non solo sul consumismo passivo delle risorse artistiche ed ambientali (costa mare, valli, colline) ma anche e soprattutto su esperienze capaci di arricchire di vissuti individuali e collettivi».

Giovanni Baldini
Addetto Stampa del CPIA 

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