venerdì 22 giugno 2018

Il sistema agroalimentare della Romagna

Il rapporto 2017

Presentato a Forlì il Rapporto sul sistema Agroalimentare della Romagna per l’anno 2017. La PLV totale delle tre province romagnole (FC RA RN) è pari a circa 1,3 miliardi di euro (26,4% della PLV regionale) con aumento del 10,7%. Cresce l’export (+12,8%). Industria alimentare al 22% del totale regionale.


Agricoltura e industria alimentare tra i motori dell’economia della Romagna, dove le tre province, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, rappresentano poco più di un quarto (26,4%) della PLV regionale per un valore di quasi 1,28 miliardi di euro, in aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente.

Le imprese di produzione “alimentari e bevande” in Romagna, nel 2017, sono 1.072, pari al 12% del totale delle imprese romagnole e al 22,3% del totale regionale.

Gli scambi commerciali di prodotti alimentari sono in miglioramento costante dal 2013 con valori pari a: 2.306 milioni di euro per l’Import (con una variazione sul 2016 di +1%) e di 1.414 milioni di euro per l’Export (con una variazione sul 2016 di +12,8%).

Il contributo di prodotti agroalimentari alla formazione della bilancia commerciale sono pari al 33% per l’import e al 14% per l’export.

Questo il quadro che emerge dal Rapporto 2017 sul sistema agroalimentare della Romagna, una aggiornata fotografia del settore, inedita perché alla prima edizione - curato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna – che è stato presentato mercoledì 20 giugno, nella sede della Camera di commercio della Romagna, con la collaborazione delle Camere di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e di Ravenna, della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e di Romagna Terra del Buon Vivere.

Nella prima parte dell’incontro sono intervenuti: Fabrizio Moretti, presidente Camera di Commercio della Romagna e Roberto Pinza, presidente Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che hanno portato i saluti istituzionali e introdotto i lavori quindi Simona Caselli, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna si è soffermata sul tema “2018 Anno del cibo: la filiera agroalimentare romagnola”.

Il giornalista Roberto Zalambani, Presidente UNAGA - FNSI, ha introdotto e coordinato gli interventi.

A seguire, Stefano Boccaletti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza) e Roberto Fanfani (Università di Bologna) hanno illustrato nel dettaglio i dati del Rapporto.

L’incontro è quindi proseguito con un interessante dibattito sugli scenari futuri dell’agroalimentare al quale hanno partecipato i manager di alcune delle principali aziende romagnole della produzione agricola e industriale: Maurizio Gardini (presidente Confcooperative nazionale e Conserve Italia), Raffaele Drei (presidente Agrintesa Soc.Coop.Agricola-Faenza), Paolo Pari (direttore Marketing Apofruit Italia Soc.Coop.Agricola-Cesena), Bruno Piraccini (presidente Orogel SpA-Cesena) e Carlo Dalmonte (presidente CaviroSoc.Coop.Agricola-Faenza).

Gianluca Bagnara, presidente Fiera di Forlì e del Collegio Periti Agrari e Periti Agrari Laureati Forli-Cesena, ha coordinato il tavolo e chiuso i lavori della giornata.

“Il Sistema agroalimentare – ha dichiarato Fabrizio Moretti, presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini - rappresenta un elemento strategico e fondamentale non solo del nostro tessuto economico, ma anche della nostra società e contribuisce fortemente a delinearne l’identità. Un’identità fatta di valori come l’impegno per la qualità, l’innovazione la progressiva internazionalizzazione e che punta sul lavoro, la cooperazione e il ruolo driver di grandi e prestigiose imprese. Si tratta di un’eccellenza caratterizzata da un forte contenuto di specializzazione e competenze distintive che ha sempre sostenuto, con le sue caratteristiche anticicliche, le dinamiche economiche del nostro territorio anche nei periodi più difficili della crisi e che ha prodotto, nonostante alcune criticità, anche nell’anno appena trascorso, risultati positivi e aperti a prospettive di crescita. È quindi su filiere come quella agroalimentare che la Camera di commercio punta fortemente per promuovere l’attrattività e la competitività del nostro territorio in un'ottica di crescita e innovazione”.

“L’importanza del sistema agroalimentare per lo sviluppo del territorio romagnolo trova immediata e piena conferma nei numeri: 6.665 imprese agricole con quasi 30.000 occupati che coprono le più varie produzioni agricole e zootecniche - ha sottolineato Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì - ma ciò che rende davvero unico questo sistema aprendolo a nuove possibilità di sviluppo, anche in loco oltre che sul piano dell’export, è la relazione con il paesaggio e con il cibo visto in termini culturali. Il lavoro portato avanti in questi ultimi anni dalla Fondazione nel campo del marketing territoriale conferma le enormi possibilità di sviluppo dei territori in chiave turistica, combinando per l’appunto la biodiversità ambientale e di prodotto propria della Romagna con la sua ricchezza sociale e culturale. La situazione dell’agroalimentare è in generale buona, ma il Convegno costituisce l’occasione per riflettere su come fare ulteriori e incisivi progressi”.

“Per il terzo anno consecutivo il settore fa registrare una crescita del valore della produzione regionale, che supera quota 4,8 miliardi di euro, il nuovo record storico per il comparto agricolo al quale la Romagna ha contribuito come sempre assai validamente - ha affermato Simona Caselli, assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna - Un bilancio più che positivo e non scontato per un’annata segnata da avversità atmosferiche estreme, che dimostra l’efficacia delle politiche regionali messe in campo. Internazionalizzazione, aggregazione, qualità e distintività delle produzioni sono gli assi portanti della politica regionale, assieme alla lotta al cambiamento climatico e all’uso sostenibile delle risorse. Per due dei settori più importanti per i territori romagnoli, la situazione 2017 ha dato risultati contrastanti: le difficoltà della produzione frutticola estiva, oggetto di una nostra azione straordinaria nell’estate scorsa per ottenere dalla UE l’aumento dei ritiri dal mercato, hanno avuto una parziale soluzione. Per il vino puntiamo sulle produzioni che hanno un saldo legame con il territorio per sviluppare un’identità forte, che ci renda ancora più riconoscibili e competitivi sui mercati europei e nel mondo. L’andamento dell’export, che nei primi nove mesi del 2017 segna +11,8% in valore sullo stesso periodo dell’anno precedente, pare darci buoni motivi di soddisfazione”.

“La Romagna si caratterizza per la ricca diversità di prodotti: abbiamo perciò non una ma tante agricolture, in filiere integrate - ha commentato Gian Luca Bagnara, presidente Fiera di Forlì e del Collegio Periti Agrari e Periti Agrari Laureati Forli-Cesena -. Questo permette di aggregare e specializzare per competere sui mercati anche esteri. Si tratta di un grande laboratorio dell’agroalimentare dove all’innovazione di prodotto si affianca l’innovazione di processo e l’organizzazione. Per questo, la filiera agroalimentare ha indotto e sviluppato il sistema della logistica del fresco, il packaging, e tutti i servizi necessari a creare valore aggiunto sul territorio”.

Eleonora Zaccheroni
Camera di Commercio della Romagna
Forlì-Cesena e Rimini
comunicazione@romagna.camcom.it
www.romagna.camcom.gov.it
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