venerdì 6 luglio 2018

Foto e parole

L’innumerevole fioritura del loto
di Paolo Caroli 


La prima volta che ammirai questo fiore fu nel 2008.



“Arrivo alla cancellata quella che costeggia il canale dei mulini.

La cancellata di primo mattino è già aperta.

Comincio la discesa che costeggia il canneto, camminando a sinistra lungo il bordo
del sentiero lastricato.

Il sole già forava tra gli alberi e con le sue lame di luce, mi dà il benvenuto, più che mai sorridente.

Un airone cenerino immobile ed austero, si staglia nella sua magrezza immacolata, solitario testimone del risveglio mattutino al parco.

Arrivo al laghetto e mi fermo.

Lo stupore e la sorpresa è tale che rimango a bocca aperta.

Sto assistendo, avvolto nel più totale silenzio alla fioritura del primo fior di loto.

Sarà il primo di una lunga serie.

Un trofeo naturale illuminato dai raggi del sole.

Un prezioso candelabro di petali danzanti, sotto la cattedrale celeste.

E’ lui l’apripista che segna il percorso ai suoi innumerevoli amici che verranno.

Proprio perché è il primo sembra bello, anzi bellissimo con la sua coppa di petali di
rosa intenso, di petali finemente vellutati.

Un prezioso energetico a guardarlo, che rinvigorisce l’anima.

L’occhio si perde nei colori, una leggera brezza scorre nell’aria, delicata come un sussurro”. 



Uscirò ogni settimana a raccontarvi di questo fiore. Dedicato a chi mi leggerà.


Paolo Caroli

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