mercoledì 11 luglio 2018

Rapina a Bagnacavallo

Riceviamo e pubblichiamo


A Bagnacavallo, un cittadino marocchino residente in quel comune ha consumato una rapina, a mano armata, nei confronti di un giovane connazionale nella prima periferia della cittadina.


Nella circostanza l’extracomunitario, già noto per i suoi pregressi ai Carabinieri della locale Stazione, verso le ore 23.30 circa del 09.07.2018 ha avvicinato nell’oscurità un giovane connazionale e sotto la minaccia di un ascia si è fatto consegnare il telefono cellulare e l’orologio che portava al polso allontanandosi rapidamente a piedi.

Il ragazzo, senza perdersi d’animo, avvisava immediatamente la Centrale Operativa dei Carabinieri della Compagnia di Lugo che inviava in suo soccorso la pattuglia in servizio notturno della Stazione CC di Bagnacavallo. 


I militari, giunti sul posto, dalla descrizione del rapinatore fatta dalla vittima, comprendevano immediatamente di chi si potesse trattare, poiché persona sottoposta al regime degli arresti domiciliari, proprio in quel comune, in quanto arrestato in data 04.07.2018 dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lugo, per i reati di furto aggravato e resistenza a Pubblico Ufficiale, commessi presso la Stazione Ferroviaria di Lugo e per i quali l’Autorità Giudiziaria inquirente aveva richiesto l’adozione della misura detentiva.

I Carabinieri messisi sulle sue tracce riuscivano ad individuarlo, subito dopo, nei pressi della sua abitazione riuscendolo a bloccare nonostante tentasse, invano, di sfuggirgli.

Sottoposto a perquisizione personale il marocchino 23enne, autore della rapina, veniva trovato in possesso dell’arma utilizzata nonché della refurtiva, di un valore pari a 500 euro circa, che veniva prontamente restituita al giovane derubato.

Il magrebino, arrestato con l’accusa di rapina aggravata ed evasione, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, Sost. Dott.ssa D’Aniello, della Procura della Repubblica di Ravenna, al termine dei dovuti accertamenti, veniva condotto presso la casa circondariale del Capoluogo.

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