venerdì 24 agosto 2018

Ancora una fiera campionaria nel terzo Millennio

Servirebbe un grande evento di scala nazionale



Fu una delle tante "belle" cose pensate e fatte dal "Sindaco di Lugo" Adriano Guerrini, la fiera campionaria che coinvolgesse tutti Comuni della Romagna Estense.

E già qui, va sottolineato come avrebbe ben più risonanza se fosse la Fiera di una  Città di centomila abitanti e non di nove piccoli comuni nello scenario romagnolo.

Mezzo secolo fa è nata come fiera campionaria, di un pò di tutto quindi, com'era "di moda" allora, ma così è stata tutt'ora lasciata, senza cambiamenti sostanziali, se non ovviamente nei prodotti esposti.

Mentre il mercato fieristico già da anni, quello che muove denaro e molto, che fa business, è totalmente indirizzato alle fiere tematiche, alle eccellenze di un unico settore dell'economia.

Nel presentare la fiera si parla della esposizione delle nostre tante eccellenze, ma quali eccelleneze di livello regionale, nazionale, europeo, mondiale?  

Qualche caso di aziende che esportano in tutti il mondo sicuramente sì, ma non una filiera in grado di dare il "nome" ad una fiera  


Tranne l'agricoltura, la frutta, le pesche, per una fiera di valenza europea in luglio?

E ancora, difficile muovere denaro se ci si limita a vetrine che i tanti visitatori della fiera conoscono già, dal momento che la stragrande maggioranza sono lughesi, al massimo romandioli.

Di espositori "esteri" qualcuno c'è, ma sono i visitatori, i potenziali clienti che devono essere tanti dall'"estero", i romandioli lo sanno senza la fiera dove andare a cercare ciò che serve loro. 

Si passa una bella serata in piazza, si incontrano amici, si socializza, si chiacchera....

Gli espositori non possono non esserci in questa vetrina, sarebbe un loro segnale di debolezza per cui sono costretti a spendere denaro ed energie, ma quanti affari fanno?  

Quanti bolognesi, ferraresi, riminesi si muovono per una visita alla Fiera di Lugo, lo immaginiamo un bolognese che dice: "Vado a Lugo a vedere la Fiera ?" E soprattutto quanti operatori economici ?

Ancora, gli spettacoli collaterali.

Servirebbe un grande evento, un grande artista di fama nazionale che si esibisca al Rossini o nei posti rimasti in piazza Mazzini, ovviamente a pagamento.

Gli espositori avrebbero così la soddisfazione, e il guadagno,  di mostrasi anche a tanti "stranieri".....

Già, sono tempi in cui si vince solo con le eccellenze, non con il di tutto un pò. 

Arrigo Antonellini

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento