sabato 11 agosto 2018

Il Decreto Dignità

Riceviamo dall'Ascom e pubblichiamo


Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il Decreto Legge n. 87/2018 recante misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (c.d. Decreto Dignità) che contiene rilevanti novità per i datori di lavoro.


Di seguito si fornisce una prima analisi delle disposizioni contenute nella Legge di Conversione relative alle novità che disciplinano i contratti a tempo determinato e l’utilizzo delle prestazioni occasionali, fermo restando che si rimane in attesa della pubblicazione della stessa in Gazzetta Ufficiale.

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO – ART. 1

L’art. 1 della Legge di Conversione introduce rilevanti modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato. Tali disposizioni si applicano:

• ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto in esame nonché

• ai rinnovi ed alle proroghe contrattuali successivi alla data del 31 ottobre 2018.

Apposizione del termine e durata massima

La Legge di Conversione stabilisce, innanzitutto, che al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata:

• non superiore a 12 mesi. In tal caso il contratto sarà “acausale”;

• non superiore a 24 mesi solo in presenza di almeno una delle seguenti causali:

esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività ovvero per esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

Viene inoltre stabilito che, fatte salve le diverse disposizioni dei contratti collettivi ed escluse le attività stagionali,

• la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, non possa superare i 24 mesi;

• qualora il suddetto limite di 24 mesi venga superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il rapporto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

Proroghe e rinnovi

Il contratto può essere rinnovato solo in presenza di:

• esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività ovvero per esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

• esigenze connesse da incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi 12 mesi e, successivamente, solo in presenza delle suddette esigenze, ma tale disciplina riguarderà le proroghe e i rinnovi intervenuti dopo il 31 ottobre 2018.


PERIODO /

CASISTICA

Pre DL n. 87/2018 (prima del 14/07/2018)

Post DL n. 87/2018 (dopo il 14/07/2018)

Prima del 31 ottobre 2018


Dopo del 31 ottobre 2018


Stipula contratto

limite massimo di 36 mesi

limite massimo del primo contratto 12 mesi + altri 12 con casuali

limite massimo del primo contratto 12 mesi + altri 12 con casuali

limite massimo del primo contratto 12 mesi + altri 12 con casuali



Proroga contratto

massimo 5 acausali

massimo 4 acausali nei primi 12 mesi, con causali nei successivi 12 mesi

massimo 4 acausali

massimo 4 acausali nei primi 12 mesi, con causali nei successivi 12 mesi

Rinnovo contratto

infiniti acausali

infiniti, tutti con causale

infiniti acausali

infiniti, tutti con causale


Ferma restando l’introduzione di un periodo transitorio ad opera della Legge di Conversione, preme evidenziare che le proroghe e i rinnovi intervenuti nel periodo intercorrente tra il 14 luglio 2018 (periodo di vigenza del DL n. 87/2018) e la data di entrata in vigore della Legge di Conversione saranno apparentemente soggette alla disciplina delle causali, ma in ragione del fatto che il decreto risulta sostituito ex tunc dalla Legge di Conversione si ritiene che le causali eventualmente addotte non dovrebbero essere oggetto di verifica in ragione della loro non necessarietà.

Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi e, comunque, per un massimo di 4 volte nell’arco di 24 mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.

Decadenza e tutele

Viene confermato quanto stabilito dal DL n. 87/2018 in ambito all’impugnazione del contratto a tempo determinato, che deve avvenire entro 180 giorni dalla cessazione del singolo contratto.

ESTENSIONE DELLE PRESTAZIONI OCCASIONALI – ART. 2-BIS

La Legge di conversione interviene anche sulle prestazioni occasionali, introdotte con l’articolo 54-bis del DL n. 50/2017 in sostituzione della disciplina del lavoro accessorio.

L’intervento del Legislatore mira a estendere la possibilità di utilizzo delle prestazioni occasionali specialmente nei settori del turismo e dell’agricoltura.

Infatti, in deroga al vincolo generale che vede le prestazioni occasionali non fruibili da parte degli utilizzatori che impiegano più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, per le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano in ambito turistico il limite viene portato a 8 lavoratori a tempo indeterminato, a condizione che le prestazioni siano svolte da:

• pensionati;

• giovani studenti con meno di meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l'università;

• disoccupati;

• percettori di prestazioni integrative del salario, del reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Viene altresì precisato che i medesimi soggetti, per poter beneficiare dell’agevolazione prevista dal comma 8 dell’articolo 54-bis del DL n. 50/2017 (computabilità del solo 75% dei compensi dagli stessi percepiti ai fini dei limiti economici previsti dalla norma) devono autocertificare la loro condizione (cioè l’appartenenza alle categorie su menzionate) all’atto della registrazione nella piattaforma informatica.

Sempre i soggetti indicati, all’atto della registrazione sulla piattaforma informatica, devono autocertificare di non essere stati iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, qualora tale condizione sia vera.

La sostituzione della lettera d) del comma 17 aumenta a 10 giorni l’arco temporale di riferimento della comunicazione preventiva per le aziende agricole, ed estende tale facoltà anche alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive che operano nel settore del turismo. Pertanto, se la generalità dei committenti dovranno indicare la data e l’ora di inizio e di fine di ogni prestazione occasionale, gli imprenditori agricoli, le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nell’ambito del turismo, nonché gli enti locali, dovranno indicare “la data di inizio e il monte orario complessivo presunto, con riferimento ad un arco temporale non superiore a dieci giorni”.

È specificato, inoltre, che i versamenti che gli utilizzatori devono effettuare per utilizzare le prestazioni occasionali attraverso la piattaforma informatica gestita dall’INPS, possono essere effettuati anche per il tramite di un intermediario abilitato di cui alla Legge n. 12/1979.

La Legge di conversione prevede che il lavoratore possa scegliere di essere pagato direttamente per il tramite degli sportelli postali.

Infine, la Legge di Conversione incide anche sugli aspetti sanzionatori connessi all’utilizzo delle prestazioni occasionali. Nel particolare, la modifica del comma 20 dell’articolo 54-bis, esclude la sanzionabilità dell’imprenditore agricolo per la violazione del divieto di impiego di soggetti che risultano iscritti agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, qualora tale violazione derivi da un’informazione non completa o non veritiera comunicata dal lavoratore stesso con l’autocertificazione dovuta in fase di registrazione alla piattaforma informatica.

IL DIRETTORE
Dr. Luca Massaccesi

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