lunedì 13 agosto 2018

Maggioranza, opposizione e l'opposizione all'opposizione

Riceviamo da Per la Buona Politica e pubblichiamo

“Per far funzionare un parlamento, bisogna essere in due, una maggioranza e una opposizione…


La maggioranza, affinché il parlamento funzioni a dovere, bisogna che sia una libera intesa di uomini pensanti, tenuti insieme da ragionate convinzioni, non solo tolleranti, ma desiderosi della discussione e pronti a rifare alla fine di ogni giorno il loro esame di coscienza, per verificare se le ragioni sulle quali fino a ieri si son trovati d'accordo continuino a resistere di fronte alle confutazioni degli oppositori. 

Se la maggioranza si crede infallibile solo perché ha per sé l'argomento schiacciante del numero e pensa che basti l'aritmetica a darle il diritto di seppellire l'opposizione sotto la pietra tombale del voto… questa non è più una maggioranza parlamentare, ma si avvia a diventare una pia congregazione, se non addirittura una società corale, del tipo di quella che durante il fatidico ventennio dava i suoi concerti nell'aula di Montecitorio.”

Queste sono solo alcune delle affermazioni che Piero Calamandrei ebbe occasione di esprimere, nell’immediato dopoguerra, sui ruoli della maggioranza e dell’opposizione.

Consigliamo di leggere la versione integrale, facilmente rintracciabile sul web, per potersi armare di senso critico, prima di affrontare la lettura dei comunicati del PD lughese pubblicati sia sulla sua pagina Facebook sia sulle pagine di alcuni suoi esponenti.

Il suggerimento ci è venuto in mente leggendo quanto è stato ultimamente annunciato in risposta a un articolo in cui la lista civica Per Buona Politica lamentava un comportamento non collaborativo da parte della Giunta.

Il comunicato PD inizia denunciando il carattere propagandistico dell’operato della lista civica, argomentazione ricorrente, a dire il vero, in ogni comunicato della maggioranza.

A proposito di propaganda, se la memoria non ci inganna, nel giugno 2016 apparvero, quasi contemporaneamente, alcuni articoli su alcune importanti testate giornalistiche locali e nazionali, corredati di una bella foto, studiata e scattata quasi certamente da un professionista, che ritraeva il sindaco Davide Ranalli, decantato come “pasdaran della cultura” e “giovane turco”, seduto all’interno del teatro Rossini, mentre ammirava, riflessivo e compiaciuto, la bellezza di quell’architettura settecentesca. Posa da mecenate della musica barocca, icona di colui che la storia ricorderà come l’ispiratore della cultura lughese d’élite, coraggioso restauratore della vita culturale cittadina.

Gli articoli, palesemente composti a fini propagandistici, esprimevano ammirazione per il giovane sindaco e insieme a quell’immagine, guarda caso rispolverata in questi ultimi giorni per essere inserita in una recente intervista, pubblicata sempre sulla pagina Facebook del PD lughese, provano chiaramente come la propaganda elettorale della maggioranza doveva essere già iniziata da non meno di due anni, in maniera studiata e sistematica. Ci chiediamo se, nell’intervista, non potesse essere usata un’altra immagine, per esempio una locandina con il programma, oppure un’inquadratura significativa di uno spettacolo o altro ancora. No, si è preferita un’immagine (due, a dir la verità) celebrativa del magnate-mecenate-benefattore, con uno stile comunicativo che ricorda, neanche tanto vagamente, la buonanima quando si faceva ritrarre in atto di adoperare la macchina da presa in occasione dell’inaugurazione di Cinecittà e dell’Istituto Luce. Culto della personalità in salsa Giunta Ranalli?

Quindi, con un po’ di preoccupazione derivante dagli antefatti storici, legati al ben noto culto della personalità, leggiamo stupiti, sempre nella pagina Facebook del PD lughese, queste parole: “In risposta al comunicato della lista civica Buona Politica… il Partito Democratico di Lugo sostiene l’attività dell’Amministrazione… volta a dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini PIÙ CHE ALLA PROPAGANDA ELETTORALE”.

Insomma, non solo vengono meno i suggerimenti del saggio Calamandrei secondo i quali i componenti della maggioranza dovrebbero essere “desiderosi della discussione e pronti a rifare alla fine di ogni giorno il loro esame di coscienza, per verificare se le ragioni sulle quali fino a ieri si son trovati d'accordo continuino a resistere di fronte alle confutazioni degli oppositori”, ma addirittura si tenta di confondere il lettore persino condannando una presunta propaganda dell’opposizione, dopo che una vera e intensa propaganda è già in atto da anni da parte della maggioranza.

Il comunicato prosegue, poi, sempre in tono decisamente autoreferenziale, con la supponenza di chi ha dalla propria parte l’aritmetica del voto, prendendo di mira l’opposizione, anzi, una sola opposizione, quella di Verlicchi e dei consiglieri Per la Buona Politica, ignorando del tutto, seppur presenti, le altre forze di minoranza. Forse che quelle abbiano collaborato come agnellini?

Non ci risulta.

Anzi, Per la Buona Politica ha anche espresso voto favorevole in diverse occasioni in cui sono state proposte azioni per il miglioramento della città: per vari interventi sulla sicurezza stradale, a esempio, per altri provvedimenti sull’edilizia scolastica, per iniziative sui servizi educativi e sociali e in favore di altre proposte ancora, tutti provenienti dalle file della maggioranza e tutto, peraltro, documentato.

L'azione Per la Buona Politica, nel suo piccolo e fatte le dovute proporzioni, è in linea con quanto auspica il Calamandrei “… se l’opposizione intende l'importanza istituzionale della sua funzione, essa deve sentirsi sempre il centro vivo del parlamento, la sua forza propulsiva e rinnovatrice, lo stimolo che dà senso di responsabilità e dignità politica alla maggioranza che governa: un governo parlamentare non ha, infatti, altro titolo di legittimità fuor di quello che gli deriva dal superare giorno per giorno, pazientemente, i contrasti dell'opposizione…”.

Non che essere presi di mira dispiaccia, anzi, ci invita a pensare che Per la Buona Politica, evidentemente, esercita un’opposizione che coglie nel segno e svolge efficacemente l’azione di controllo che le regole della democrazia le impone. Ma, spesso, il controllo infastidisce il controllato, in specie (e i casi non mancano) laddove l’azione di chi amministra difetta della trasparenza informativa necessaria all’opposizione per esercitare il proprio mandato istituzionale e di controllo, assegnatole dalla legge.

Ed ecco che questa maggioranza, invece di confrontarsi nel merito e di rispondere alle istanze politiche e sociali in modo compiuto e competente (e paziente), preferisce spendere le sue energie (e, non vorremmo, anche i nostri soldi) per organizzare, ormai da anni, una propaganda dell’apparenza, tramite la quale far bella mostra in pose da buon principe e finire per orientare buona parte della sua azione politica nell’“opporsi all’opposizione”, con argomentazioni dal sapore inconsistente e banale.


Il Gruppo Consigliare Per la Buona Politica 

Il Gruppo Consigliare Per la Buona Politica

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento