sabato 22 settembre 2018

Dissenso verso i dirigenti del PD


Dei Giovani Democratici di Ravenna

Alla luce dell'eccellente risultato conseguito dalla giovanile all'interno della Festa Nazionale dell'Unità, i Giovani Democratici della provincia di Ravenna esprimono il proprio dissenso nei confronti della classe dirigente nazionale del Partito Democratico.


Non è possibile leggere continuamente dichiarazioni contrastanti da parte dei nostri esponenti politici di rilievo. Annunciare un congresso, posticiparlo e discutere su Twitter di cene e riunioni di correnti è irrispettoso nei confronti dei militanti e ridicolo agli occhi del Paese.

Di fronte all'ascesa dell'estrema destra in Italia e all'incapacitá di questo governo di risolvere i problemi del paese, il Partito Democratico sta affondando nelle proprie liti interne, dimostrando di non aver colto il segnale già lanciato dagli elettori alle ultime elezioni politiche.

A sostegno di quanto ha già affermato il segretario provinciale PD di Ravenna Alessandro Barattoni, chiediamo le dimissioni di Matteo Orfini dal ruolo di presidente del partito in quanto il suo operato e le sue parole si stanno rilevando solamente dannose per la nostra comunità. 


Chiediamo allo stesso tempo un rinnovamento dell’intera classe dirigente nazionale del PD a favore di un ricambio generazionale divenuto necessario. 

È infatti impensabile che il nostro partito possa superare questa fase di crisi se continuerà ad essere rappresentato dagli stessi esponenti che di questa fase sono i responsabili. Il PD volti pagina adesso, coinvolga maggiormente le nuove generazioni nei suoi processi decisionali e si impegni a farsi carico dei problemi reali del paese, o nel giro di qualche mese scomparirà definitivamente.

Michelangelo Vignoli, segretario Provinciale Giovani Democratici di Ravenna


Se c'è dissenso interno, figuriamoci all'esterno? 
Dal 4 marzo si continua sentire, io dissento da te, lui dissente da me....così come parole vuote di significato operativo, a partire dal "Ripartiamo dai territori", classico politichese, cosa significa, facendo cosa?  
O ancora cancelliamo, chiudiamo, se non significa l'8 settembre, "Tutti a casa" , e dopo aver cancellato?
Ci interessa il bene degli italiani? Con chi proviamo a farlo? Quando? Quando avremo il 51 per cento?

Arrigo Antonellini 


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