lunedì 17 settembre 2018

E allora tutti a Cassanigo, alla cisina

Un articolo di Monia Savioli mette a tacere Pesaro e Lugo


La giornalista lughese Monia Savioli ha elencato le prove, sul Resto del Carlino, dell'origine vera di Gioachino Rossini.






Varie fonti portano proprio a Cassanigo, in effetti, con buona pace di Pesaro e Lugo. 

L'articolo parla di un Salimbene Rossini, che nel 1334 abitava in quella località, dove sono state condotte molte ricerche.

Savini Domenico, di cui vi abbiamo recentemente parlato, e Giovanni Baldini, per alcuni settori aiutati da Marina Casadei e Battista Fiori, hanno esaminato con cura i documenti dell'archivio di Stato di Faenza, quelli della chiesa lughese di San Giacomo Maggiore, e quelli della Pieve di Sant'Andrea in Panicale, da cui emerge una famiglia Rossini che nel 600 viveva in una casa padronale di cui resta solo l'oratorio.

Abbiamo contattato per voi la prof.ssa Raffaella Zama, coautrice del testo che vedete nella foto, Ville e relativi oratori, con Giovanni Baldini e Giorgio Sangiorgi. Si sta cercando, ci dice, di salvare dallo stato di abbandono e deperimento l'antico oratorio Rossini. Abbiamo purtroppo poche notizie sull'edificio, citato solo da Giuseppe Strocchi nel libro Liuteria storia ed Arte, Lugo1937: una casa e una cappella gentilizia allora di proprietà del figlio di Laura Rossini.

Ben venga l'invito che la signora Zama, docente di storia dell'Arte al liceo di Lugo, ci gira e vi giriamo: salviamo la nostra chiesina?

Domenica a Cassanigo un pomeriggio dedicato a questo oratorio, a partire dalle 17, con una visita guidata, una mostra, interviste a cura di Alfonso Nadiani, aperitivo e concerto. La pizzeria Cassanigo solo in quest'occasione presenterà una speciale pizza alla Rossini e un menù stilato all'epoca del grande musicista.

Allora, forza, rispondiamo di sì alla domanda: A salvégna la cisina?

Lucia Baldini

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