martedì 25 settembre 2018

Finalmente si chiede di ripensare la campionaria

La Fiera di settore di Faenza ha portato un milione e 780 mila euro



Finalmente c'è chi ha il coraggio di dire che il "Il re è nudo" e lo fa chi tradizionalmente dovrebbe essere più vicina a chi ci governa, la Confesercenti.... ma viviamo tempi nuovi.

Come sempre non è mancato il trionfale comunicato dell'Unione dei Comuni: "La Fiera campionaria è stata un successo strepitoso" !?

Il commento di tutt'altro tono della Confesercenti ha motivazioni oggettive perchè viene dai "padroni" della Fiera, gli espositori, che la pagano, insieme a tutti noi lughesi attraverso i bilanci del Comune e della Regione che vengono dalle tasse che paghiamo.

Cinquemila euro di media ogni espositore forse è un calcolo non troppo sballato tra il costo dello spazio e le ore di lavoro per allestimento, presenza e smontaggio.

Con espositori una fiera si fa, tanti lo fanno per professione, oggi, senza espositori non si fa, appunto, i padroni sono loro, il padrone è sempre chi paga. 

"Sbagliato parlare di successo - dice intanto il presidente Confesercenti Bruno Checcoli - senza aver consultato le associazioni, non basandosi solo sul numero di presenze (al 99 per cento romandioli N.d. R.).

"Certo che si dicono soddisfatti bar e ristoranti (scelti come questi ultimi? N.d.R.) ma è stato un periodo di ulteriore sofferenza per i negozianti per il prolungarsi dei tempi di montaggio degli stand. Per la vita del commercio è imprescindibile  che non vengano occupati o chiusi parcheggi e strade quali Piazza Garibaldi e tutta la viabilità dalla rotonda dei Carabinieri fino a Piazza Trisi".

Per Checcoli è fondamentale ripensare agli eventi in funzione della valorizzazione del commercio locale.

Fra coloro che hanno subito disagi sono ovviamente inclusi gli operatori del mercato ambulante trasferiti per quattro settimane. 

"Tutti - conclude - devono ora interrogarsi sulla sostenibilità economica di questo format. A fronte dei mutamenti socio economici degli ultimi anni, la fiera va profondamente analizzata e ripensata per valorizzare le eccellenze locali".   

La fiera della vicina Faenza che valorizza eccellenze locali ha portato nelle tasche dei faentini un milione e 780 mila euro

A cura di Arrigo Antonellini

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