martedì 4 settembre 2018

Il Barbiere di Siviglia

Da "Indefiniti confini" del lughese Piero Poggialini

Questa mattina (il giorno dopo) mi sono svegliato con il desiderio di scrivere le straordinarie emozioni che ho provato ieri sera al Teatro Real di Madrid.

Sono nato ed ho vissuto buona parte della mia vita nella citta’ natale del padre di Rossini, Lugo di Romagna. Conosco bene la casa dove Rossini visse per circa 10 anni, la scuola di musica Malerbi dove inizio’ a studiare, l’organo ( un Callido del 1798 ) con il quale si esercitava, il teatro del 1767 dell’architetto Bibiena che porta il suo nome.

La Lirica e’ la mia grande passione ; proviene dal mio nonno paterno, che ascoltava opere naturalmente solo a teatro,e da mio padre che da lui l’aveva ereditata.

Sapevo che nessuno oggi puo’ cantare e interpretare l’aria della “calunnia” meglio di Ruggero Raimondi.

Sapevo la stessa cosa per Juan Diego Florez nel Conte d’Almaviva : e’ un vero fenomeno rossiniano e con lui e per le sue immense qualita’ vocali, per la prima volta ho assistito a un Barbiere in cui il Conte d’Almaviva assume un ruolo di grande protagonista. Maria Bayo e’ un esempio di dedizione allo studio ; la sua carriera e’ stata una continua progressione fino a vertici mondiali: grande scuola, grande professionalita’, vasto repertorio, grande voce, grande tecnica e ora anche grande interprete di una splendida Rosina.

Il Maestro Gelmetti ritengo sia oggi nell’olimpo dei grandi direttori italiani ; io l’apprezzo per la sua professionalita’ e discrezione e per essere un grande direttore rossiniano.

Quindi con questo reparto, mi dicevo, sara’ sicuramente un grande Barbiere; ma il maestro Sagi e’ stata la mia grande sorpresa.

Avevo letto il suo ricco curriculum, ma da un curiculum non si possono apprezzare le genialita’: bisogna assistere ed emozionarsi. Asturiano, nato, educato e istruito in una realta’ cosi’ lontana dalla terra di Rossini, ha saputo interpretare e rappresentare la genialita’ rossiniana come mai avevo visto e in quelle 4 ore di spettacolo ho provato bellissime emozioni, hoavuto molti pensieri , associazioni, ricordi.

Emilio Sagi in questo Barbiere e’ stato geniale.

La “costruzione “di Siviglia durante le ultime note dell’ouverture, la originale rappresentazione della “calunnia” con il lenzuolo bianco, l’eleganza e la “misura” di questo Barbiere ( in genere Don Bartolo e’ sempre quasi istrionico, mai cosi’ controllato e simpatico).

Rossini era un genio elegante, universale e positivo: l’eleganza Sagi l’ha espressa in tutti i dettagli dell’allestimento e soprattutto con il bianco e nero per molta parte della rappresentazione; la musica di Rossini ha tanto colore che e’ sufficiente accompagnarla con il bianco e nero. La universalita’ si spiega con il fatto che un compositore italiano di Pesaro di inizio ‘800 possa essere rappresentato tanto bene quasi 200 anni dopo da un regista asturiano. La positivita’ di Rossini, il suo amore per la vita sono usciti con l’esplosione di colori e di gioia totale finale ( balletto, mongolfiera, costumi ).

Ancora da sottolineare il ritratto in profilo di Rossini sulle pareti, perche’ ogni volta che si rappresenta il Barbiere lui e’il protagonista in assoluto.

Ho letto che Rossini abbia scritto molte partiture per soprano adattandole alla voce della moglie Colbran. Io ho immaginato, ascoltando, che Rossini abbia scritto l’aria della “calunnia” pensando a una voce e a una capacita’ interpretativa come quella di Raimondi e la partitura del Conte d’Almaviva pensando alla voce di Flores.

Questo si e’ verificato ieri sera a Madrid dopo quasi 200 anni e rientra nella “eterna magia” della musica lirica.

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento