giovedì 6 settembre 2018

La Sagra delle Erbe Palustri

Le mostre


Sono cinque le mostre allestite a Villanova di Bagnacavallo in occasione della Sagra delle Erbe Palustri, in programma dal 7 al 10 settembre e organizzata dall'associazione culturale Civiltà delle Erbe Palustri e dal Comune. 





Oltre ad assistere a spettacoli e animazioni e a passeggiare fra i mercatini, gustando le specialità gastronomiche dei punti ristoro, i numerosi visitatori della sagra potranno ammirare gli originali allestimenti proposti, fra fotografia, collezionismo e artigianato artistico.

Le mostre saranno inaugurate venerdì 7 settembre alle 19 a partire dalla Sala azzurra del Palazzone, in piazza Lieto Pezzi, dove è allestita Nel cielo del Delta, una doppia mostra che espone gli scatti più belli, rubati tra acqua e cielo, che immortalano le varie specie di uccelli che popolano il Parco del Delta del Po, a cura del Laboratorio di Fotografia Il Forno di Villanova con la partecipazione di Milko Marchetti, pluricampione del mondo di fotografia naturalistica. Ad affiancare gli scatti villanovesi saranno gli aquiloni realizzati da Medio Calderoni, il “tappezziere del cielo”, come l'ha poeticamente definito l'associazione Lucertola Ludens che si occupa di conservare e diffonderne la memoria e le geniali costruzioni volanti.

Quattro sono poi gli allestimenti presso l’Ecomuseo delle Erbe Palustri. Nelle sale interne si trova Storie vere di fili colorati, curata da Maria Rosa Bagnari, che attraverso l’esposizione di biancheria, coperte, mantelline di lana e altri manufatti curiosi, riporta alla memoria i saperi, l’estetica e l’abilità manuale femminile, in un tempo lento scandito da momenti di economia domestica e di svago dedicati al ricamo, al lavoro ai ferri, alla preparazione del corredo e alla filosofia del recupero.

La canna e il gesso, mostra realizzata sempre negli spazi interni dell’ecomuseo in collaborazione con il centro culturale “Mauro Guaducci” di Zattaglia, attraverso fotografie, manufatti, materie prime, minerali e attrezzi da lavoro intende far conoscere i numerosi utilizzi di questi materiali apparentemente poveri ma largamente impiegati nell’architettura di Romagna e non solo.

I cappanni dell’Etnoparco ospitano invece due allestimenti: Ciavadur e saliscendi, raccolta di serramenti e antiche chiusure per porte del collezionista Giovanni Cortini, che testimonia l’abilità e l’arte dei fabbri tra medioevo e Ottocento, e Storie di pace e di fili colorati, a cura del collezionista Bruno Zama, che mostra un altro aspetto dell’economia domestica in tempo di guerra, quando si riutilizzavano materiali bellici per la realizzazione di manufatti d’uso unici e originali.

L'ingresso alle mostre, all'Ecomuseo e agli spettacoli è a offerta libera.
Il programma completo è disponibile sul sito www.erbepalustri.it.
L'Ecomuseo delle Erbe Palustri è in via Ungaretti 1.

Informazioni:    0545 47122
erbepalustri.associazione@gmail.com
Facebook: Erbe Palustri Associazione Culturale

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