mercoledì 26 settembre 2018

Panem et circenses

Riceviamo da Roberto Drei di "La Buona Politica" e pubblichiamo

Non sarà sfuggito a nessuno che la regione Emilia-Romagna è, attualmente, particolarmente prolifica nell’erogare contributi pubblici alle varie amministrazioni comunali, a sostegno dei progetti più disparati che le stesse possono presentare, partecipando ai bandi dalla stessa pubblicati.


Il perché di questo attivismo economico, finanziato con i contributi pagati da tutti coloro che, a vario titolo, versano contributi e tasse alla regione Emilia-Romagna, trova la sua motivazione nelle elezioni per il rinnovo degli organi regionali che si terranno il prossimo anno.


Da qui la politica di elargizione, da parte della Giunta regionale a guida Pd, ai Comuni della Emilia-Romagna che, ancora in gran parte, sono retti da Giunte comunali a maggioranza Pd.
Una sorta di "soccorso rosso", fintanto che ciò sarà ancora possibile, tenuto conto che, in prospettiva, sia la regione Emilia-Romagna, sia molti dei Comuni che ne fanno parte, potrebbero non essere più amministrati da Giunte del Pd.

Allora si rispolverano antiche, ma proprio per tale motivo ancora valide tecniche di controllo del consenso sociale, partendo da quella super collaudata che i romani utilizzavano per tenere tranquillo e distratto il popolo, meglio conosciuta con il nome di “panem et circenses”. 
Panem et circenses e' la formula applicata dai romani per costruire e governare l'impero e per esercitare il controllo sulle masse.

Da un lato si faceva in modo che il frumento, il bene per eccellenza,da cui si ricavava il pane, fosse accessibile ai cittadini romani, dall'altro venivano offerti alla cittadinanza dei servizi di utilità pubblica, o ludici e di svago: combattimenti tra uomini e bestie feroci, avvenimenti sportivi e spettacoli teatrali.

Roberto Drei
Consigliere comunale "Per la buoina Politica"

Oggi, a Lugo, potremmo parlare di “piadina e salsiccia”, mescolata ai vari Purtimiro, aperitivi, tagli di nastri, inaugurazioni, feste più o meno politicizzate che si svolgono nelle frazioni e chi più ne ha più ne metta.

Per non dire delle centinaia di migliaia di euro nostri, ovvero dei lughesi, che gli amministratori del Pd elargiscono con generosità ad associazioni culturali e sportive; un modo per accattivarsi le simpatie dei riceventi e per lanciare messaggi, considerate le differenze che caratterizzano le erogazioni. 

Cifre con tanto di nomi e cognomi che la Buona Politica ha raccolto ed esaminato e sulle quali, a tempo e luogo, aprirà una pubblica riflessione.

L’importante, dunque, è che la gente si diverta, vada in piazza, usufruisca di spettacoli più o meno ludici e/o culturali, ma che non pensi e che ignori i tanti problemi irrisolti, pure presenti nella nostra comunità. 

Paga il "divertimentificio", la Lugo da bere, mentre tutto il resto passa in secondo piano, perché oggi la parola d’ordine è divertirsi e vivere il presente.

Peccato che tutto ciò sia deciso, politicamente, solo dal 30% dei lughesi che hanno diritto al voto nelle elezioni comunali, ma che per finanziarlo si utilizzino le risorse economiche incassate della fiscalità comunale, ovvero dalle tasse, tributi e balzelli vari che pagano tutti i cittadini lughesi.

Di questo sarebbe importante che i lughesi si ricordassero quando, l'anno prossimo, saranno chiamati a votare per riconfermare o meno la Giunta Ranalli.

Roberto Drei
Consigliere comunale "Per La Buona Politica"

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento