mercoledì 19 settembre 2018

Per la rinascita della sinistra non servono congressi

Davide Ranalli su fb
di Arrigo Antonellini

"....una destra moderna e autoritaria che ricerca e trova il consenso nelle periferie più buie e disagiate del nostro paese alimentando una paura sociale che, purtroppo per noi, esiste davvero e non è solo un fenomeno percepito.

Se pensiamo che per contrastare tutto questo bastino cene, direttori di correnti e congressi vuole dire che abbiamo capito poco o nulla della sofferenza delle persone, delle loro angosce ma, cosa assai più grave, non siamo stati capaci di interpretare sogni ed ambizioni. 
Il capitalismo ha prodotto intellettuali, anche in Italia, Marchionne e Draghi sono fra questi, ergo il capitalismo ha prodotto pensiero mentre la sinistra ha prodotto ceto politico, peraltro, di scarsa qualità....." 

Personalmente condivido, ma mi pare che anche in Ranalli manchi un concreto che "fare allora?", che non può essere decidere i dettagli, appunto quando il congresso, ad esempio, ma qualcosa di più chiaro, più facile e di immediata attuazione.

Giusta anche la strada di ripartire dai sindaci, che poi significa dai terroritori dalla base del partito piuttosto che da vertici che hanno perso, tutti, tranne Zingaretti (un dato politico fondamentale questo).  

Vertitci tutti, anche se in parti diverse ovviamente, responsabili della sconfitta e quindi tutti che ci devono il passo indietro, tutti!

Assistiamo invece al "vomitevole" abbiamo perso perchè non si è fatto come dicevo io, con vergognose voglie di vendetta di chi ama più se se stesso che la politica come servizio, la sinistra. 

Umiltà, di questo ha bisogno un partito che ha sempre avuto invece nel suo dna, il voler insegnare, educare, con i suoi dirigenti sempre in cattedra.

A mio parere "il fare" Ranalli lo sfiora quando cita, con intelligenza politica, Marchionne e Draghi, persone intelligenti, capaci di fare, colte, tecnici, persone che ispirano fiducia, addirittura a tutto il mondo.

Una rosa di questi nomi da ricercare appunto con umiltà, con tenace volontà di voler trovare chi voglia metterci la faccia.

Poi la scelta del leader tra questi, ovviamente lasciata agli elettori.

Solo presentandosi con chi ispiri fiducia (Berlinguer, il prof. Prodi, il giovane rottamatore Renzi) si rinasce, a tutti i livelli, a partire dalle elezioni comunali.

Quando sarà chiaro che non sono i documenti, i congressi, i programmi, ma le persone quelle che "fanno", che vincono o che perdono, che è sempre più così.

Arrigo Antonellini    

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