venerdì 21 settembre 2018

Sacchi, Raiola, Balotelli, l’intelligenza o i soldi?

Di uno juventino tranquillo
Tiziano Conti 



Arrigo Sacchi oggi fa il commentatore sportivo e, quando parla, lo ascolto sempre con grande piacere e interesse. Qui conta poco se lui ha fatto grande il Milan e a me, in maniera molto tranquilla, sta a cuore la Juventus.


Nei suoi interventi ci parla di calcio, ma sotto si legge la “filosofia della vita”. Gioco di squadra, passione, impegno verso l’obiettivo comune, dare il massimo per la propria squadra, perché la serietà e il senso di responsabilità valgono più di tutto. Questi sono i suoi temi preferiti.

L’ex ct della Nazionale non ha usato mezzi termini nel giudicare la partita dell’Italia dell’altra sera contro la Polonia: chi l’ha vista si è reso conto benissimo anche da solo che abbiamo giocato in dieci, forse in nove e mezzo. “Direi che si deve giocare di squadra. Bisogna avere poche idee ma chiare” ha affermato ai microfoni di Radio Deejay “il calcio è uno sport collettivo e l’intelligenza conta più dei piedi. Quindi, per prima cosa sceglierei giocatori che abbiano intelligenza. Serve generosità, passione, professionalità. Tutti hanno la macchina, ma per farla muovere serve la benzina. E nel calcio la benzina è l’intelligenza, la passione, la professionalità. Ecco, diciamo che basta lo spirito di squadra: già quello ti fa essere una persona degna. Spesso nel calcio i veri nemici non sono gli avversari, siamo noi stessi".

Questo - ha anche detto Sacchi - è un Paese in cui pur di vincere si venderebbe l'anima al diavolo: non si fa differenza tra una vittoria meritata e una poco meritata. E invece quella poco meritata porta poco futuro dentro di sé.

Parole sante, direbbero in molti!

Alle affermazioni di Sacchi ha replicato Enzo Raiola, che da pizzaiolo in Olanda è diventato uno dei due - tre procuratori più importanti al mondo: suo assistito è anche Balotelli, che era il quasi sicuro destinatario delle parole di Sacchi, pur senza essere nominato esplicitamente.

Di quelle persone che a cui sembrano importare solo i soldi: nel far arrivare Pogba quasi gratis alla Juventus e poi rivenderlo quattro anni dopo al Manchester United, si è portato a casa una intermediazione di venticinque milioni di euro.

Raiola, probabilmente, dei concetti di Sacchi non sa cosa farsene.

Gli ha risposto per le rime, oltrepassando molti limiti: “L’intelligenza non serve solo nel calcio, ma anche nella vita. Con le sue parole ha chiaramente dimostrato di non avere né intelligenza, né classe. Non capisco perché stiano a sentire uno che alla fine vive di credito per aver guidato una squadra così forte, il Milan, che vinceva da sola. Sacchi deve solo ringraziare Berlusconi e pensare alla finale persa con la Nazionale perché quella squadra doveva vincere il Mondiale e lo ha perso lui. Dopo il Milan non ha più vinto da nessuna parte e non ha diritto di dare lezioni. Per il resto mi sembra che quello che ha dichiarato su Mario confermi quello che dicono su di lui da un po’ di tempo. E’ fuso… E mi fa solo pena”.

Se dovessimo riflettere anche solo cinque minuti su questa storia, cosa diremmo ai nostri figli e ai nostri nipoti?

Nella vita cerca l’intelligenza, la passione, la professionalità, preoccupati della squadra di cui fai parte e dai il massimo per lei, cercando di essere una persona degna?

Oppure, conta i soldi e regolati di conseguenza?

Tiziano Conti

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