lunedì 24 settembre 2018

Un grande "pasticcio" nel PD lughese

Servono le Primarie



I quotidiani locali sono pieni di domande senza risposte in questo casino che è diventato la situazione del PD lughese alla vigilia di elezioni comunali che mettono in forte dubbio, dopo settant'anni, il governo della sinistra, dopo già la Caporetto di Imola.

Dopo la presentazione della ricandidatura di Ranalli già a marzo, quando da sempre le candidature arrivano a settembre e con gli altri sindaci che appunto in estate dichiarano ne parliamo a settembre e con la sindaco di Bagnacavallo che dice non spetta a lei ma ai cittadini decidere, il 28 agosto sono state presentate le dimissioni della nuova segretaria della Romagna Estense, per non ancora precisati motivi personali, comunicate ai cittadini solo due settimane dopo, con quattro righe. 

Poi il non mi ricandido di Ranalli : "Che tristezza sto partito" - scrive tra l'altro Ranalli su FB. - Penso che aver perso la fiducia in alcuni casi anche verso il gruppo dirigente locale del proprio partito implichi un'assunzione di responsabilità e quindi ho scelto di fare un passo indietro. Buon lavoro a tutti"

Ma poche ore dopo, "No, non è vero", scrive Ranalli.

"Quanto questa sia stata una scelta presa in autonomia è tutto da vedere" scrive Alessandro Cicognani su Corriere Romagna - Il partitone ravennate sembra aver perso la bussola e viaggia alla deriva spinto dalle diverse correnti. Per ore Ranalli non ha detto una parola e al telefono non si è fatto trovare.

Intanto nel "giallo", nel casino lughese, ovviamente interviene il segretario provinciale Barattoni invitando a non dare importanza ad un post pubblicato per pochi minuti (??). 

"Il PD di Lugo affronterà le elezioni con Davide candidato" sentenzia il Capo. 

"Una marcia indietro che lascia aperti molti più interrogativi di prima" - scrive ancora Cicognani - Resta da capire per quale motivo una candidatura decisa dal direttivo locale debba essere messa in discussione dal diretto interessato per lanciare una sfida".

Ma perchè appunto è stata decisa da una decina di persone rappresentanti poche centinaia di iscritti, che tra l'altro non risulta che abbiano almeno votato a scheda segreta.  

Spetta ovviamente ai potenziali elettori scegliere il loro candidato con le Primarie, se si vuole ancora il loro voto. 

Arrigo Antonellini

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